Troppi silenzi sulla vergogna di Affile

Carlo Smuraglia, presidente Anpi: “E’ un caso che fa affiorare una diffusa carenza di antifascismo”

Con i soldi pubblici realizzato un mausoleo in onore di un criminale di guerra come il generale Graziani
 

“In Italia c’è ancora troppa gente che guarda al passato e in particolare ad un passato che non deve tornare mai più. Mi riferisco prima di tutto all’incredibile vicenda del sacrario dedicato, con un parco, nientemeno che a Graziani, di cui gli storici hanno da tempo delineato la figura del fascista, dello spregiudicato conquistatore di colonie, del collaborazionista, del Ministro della Repubblica di Salò, dell’uomo condannato per le malefatte di guerra e di pace a 19 anni di reclusione e poi salvato da una benigna amnistia e da provvedimenti di condono”.

Inizia così una dichiarazione di Carlo Smuraglia, presidente nazionale dell’Anpi, a commento della vergognosa decisione del Comune di Affile (Roma) di realizzare un mausoleo in onore di un criminale di guerra come il generale Graziani, soprannominato il “macellaio d’africa”.

“Certo – spiega Smuraglia – la vicenda ha suscitato indignazione, anche se non troppa (chissà mai, potrebbe far male!) tanto  che forse si sono più scandalizzati alcuni giornali stranieri, da quelli inglesi, a quelli americanie d a quelli spagnoli, che non alcuni organi di stampa del nostro Paese. L’indignazione è stata più forte e vera tra i nostri iscritti e fra i tanti cittadini democratici che sono convintamente antifascisti e hanno trovato che quanto accaduto era davvero troppo, tanto da raggiungere il livello della provocazione”.

“Ma ancor più ci ha colpito il fatto – sottolinea a ancora Smuraglia – che sia intervenuto il finanziamento da parte della Regione Lazio, a riprova di quanto bisogno ci sia ancora di democratizzare perfino il nostro sistema delle autonomie e delle pubbliche istituzioni. 130.000, 00 euro non sono una cifra indifferente. E questa somma è stata bruciata in un attimo solo per consentire un’operazione indegna e contraria a tutti i princìpi su cui si fonda il nostro Paese, oltre che alla storia”.

“E’ necessario, peraltro, porsi anche qualche domanda. Possibile che questa scelta sia esplosa all’improvviso, nel mese di agosto, come se si trattasse dell’idea nata in quel momento e subito realizzata? Non è credibile perché sappiamo bene che un’operazione del genere ha bisogno di un’istruttoria, ha bisogno del rispetto di alcune regole e di alcune deliberazioni, insomma di un iter sostanzialmente complesso. Ma questo iter si è svolto in un silenzio diffuso, senza che vi fosse una vera opposizione, un segnale di allarme, nulla? Oppure qualcosa è avvenuto e ci è stato taciuto da una stampa poco responsabile? Anche questo sarebbe un aspetto da approfondire, perché quel silenzio se ci fosse stato, come sembrerebbe, allo stato delle nostre conoscenze sarebbe altrettanto grave, perché rivelerebbe la carenza di un antifascismo davvero pronto a reagire, a denunciare, a far capire ciò che si sta compiendo”.

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