Apr 28

GROSSETO 25 APRILE 2018 –

Care e cari Antifascisti di Grosseto,

Analizzare la storia senza filtri ideologici, come scritto sulla mozione approvata dal Consiglio Comunale di Grosseto, sostituendosi al popolo italiano, allo Stato, alla Repubblica Italiana, alla Costituzione, non ne capiamo il senso e non ci trova per nulla concordi, anzi siamo profondamente contrari ed indignati, perché non c‘è nessuna pacificazione da realizzare; la vera pacificazione c’è stata il 25 aprile 1945, quando l’Italia è stata dichiara libera dal fascismo ed è stato cacciato l’esercito tedesco nazista.
Se l’amministrazione voleva intestare una Via al parlamentare Giorgio Almirante, poteva farlo, noi saremo stati ugualmente, profondamente e convintamente contrari; avremmo comunque protestato energicamente, avremmo certamente ricordato chi è stato, che cosa ha fatto, da che parte stava fino alla liberazione Giorgio Almirante, ma almeno la vostra amministrazione avrebbe reso evidente, chiara, palese la sua scelta di campo politico. Per capirsi: la vostra amministrazione avrebbe riconosciuto giusto intestare una via alla persona che nel maggio del 1944 ha firmato il “manifesto della morte” quel manifesto che riproduceva l’ultimatum di Mussolini ai militari sbandati e ai ribelli saliti in montagna di consegnarsi ai tedeschi pena la fucilazione. Quel manifesto portò ad una indiscriminata caccia all’uomo, a rastrellamenti feroci e a tanti morti. Continua a leggere

Apr 03

74° anniversario – 22 marzo 1944 – eccidio di MONTALTO – 25 marzo 2018

Saluto le donne e gli  uomini presenti, le Autorità civili e militari, le amministrazioni comunali, le associazioni, i partiti politici, le organizzazioni sindacali, le ANPI e i partigiani.

Se vogliamo onorare il sacrificio di quei giovani morti a Montalto, l’unico riconoscimento vero è “applicare la nostra Costituzione” che è stata scritta anche su questi monti, come disse Calamandrei.

Ci sono terremoti che distruggono territori, creano lutti, sconvolgono le famiglie e le comunità:  fanno sparire le nostre case e i nostri ritrovi; cancellano strutture antiche che alimentavano la nostra memoria, strutture che ci riportavano alle nostre radici, supporti delle nostre culture; scompaiono edifici come scuole, teatri, biblioteche, circoli ricreativi che servono alla nostra ricchezza culturale, ma anche strutture che sono preposte alla cura, ospedali e luoghi di cura che ospitano i nostri anziani, poliambulatori, strutture sportive e del tempo di vita di tutti i giorni, campi sportivi, palestre, cinema, teatro,  spazi verdi … ritrovi di generazioni e legami delle  comunità.

Poi ci sono terremoti che sconvolgono le menti, colpiscono gli animi.

Non riusciamo ad accettare l’idea che non riusciremo a vedere ricostruite le nostre città in tempi brevi. Continua a leggere

Apr 03

Mia figlia ieri sera, commentando una vicenda che sta accadendo a Chiaravalle, mi ha chiesto se non mi sentissi avvilito

In questi giorni vi ho pensato spesso.L'immagine può contenere: 1 persona, con sorriso, barba e primo piano
Ieri sera, guardando le foto appese al muro del circolo ARCI Molinelli (vi sono tante foto dei carri di carnevale realizzati negli anni), mi sono ricordato di un signore della pro-loco che qualche mese fa mi ha domandato con tono burbero che ne sai tu del lavoro che facciamo noi dalle feste ai carri ? Avrei dovuto portarlo al circolo! Lavoravamo tutto l’inverno ed è stato lì che, con le mani gelate, ho imparato a saldare.
E mi sono detto che ho qualcosa da scrivervi.
Il mio essere antifascista viene da lontano, non solo da mio padre che fu arrestato la prima volta diciannovenne nel 1926. Mio padre è stato condannato dal tribunale speciale, ha subito anni di carcere e di confino. Poi è stato artefice della resistenza anconetana e volontario del Corpo di Liberazione Nazionale. Il mio essere antifascista viene anche da mia madre. Quando per lunghi venti anni i fascisti entravano spadroneggiando nella loro abitazione c’era lei a fronteggiare la situazione; poi sono venuti le visite in carcere e al confino, i lunghi tragitti durante la resistenza per incontrare il marito. Mia madre nascondeva il materiale sovversivo addosso e girava per l’ltalia; ha partecipato alla manifestazione delle donne nel marzo 43. Era lei che provvedeva, anche economicamente, alla famiglia! Mia madre ci raccontava di quando, incinta di mio fratello, non poteva dire che aveva incontrato il marito perché era in clandestinità. Lei era fiera e battagliera, aveva un grande senso di appartenenza!     Mia madre è stata una straordinaria protagonista dell’antifascismo.
Mia figlia ieri sera, commentando una vicenda che sta accadendo a Chiaravalle, mi ha chiesto se non mi sentissi avvilito. Le ho ricordato due episodi che mi fanno voler bene ai chiaravallesi:
-alle elezioni regionali del 2005, con buona parte del locale quadro dirigente politico contrario alla mia candidatura, ho ottenuto 897 preferenze. Una cifra altissima, mai raggiunta da altri; complessivamente, in tutta la provincia, sono state 4971 ed è per questo che sono stato candidato al Parlamento;
– l’altro riguarda la mia candidatura a Sindaco con la Sinistra Arcobaleno nel 2008. Quello stesso giorno si votava per il rinnovo del parlamento e per le amministrative: per il parlamento la lista ha ottenuto il 6,2%, per le comunali il 23,8%.
I chiaravallesi mi conoscono, io ho grande fiducia in loro, e le menzogne fanno fare pessima figura a chi le dice.>>