set 18

La forza dell’immagine e la cattiva coscienza.

Si dice che …
Leon Trotsky fu rimosso da una foto con Vladimir Ilic Ulianov (Lenin) da Stalin;
Il leader del partito comunista cinese Bo Gu fu rimosso dalla foto dopo un litigio con Mao;
Mussolini per apparire più grande e imponente, fece rimuovere dalla foto l’addestratrice del cavallo.

Essere perseguitati da un’immagine deve essere una condizione difficile ed estremamente nociva.

Andiamo per ordine: quando ero deputato mi chiesero di tagliare il nastro di inaugurazione della nuova sede di un’importante associazione (di cui tra l’altro ero e sono iscritto), richiesta alla quale ho adempiuto con gratitudine ed orgoglio.

Nel mio paese di quasi 15.000 anime, nel tempo sono stati eletti ben quattro parlamentari di cui tre dello stesso filone politico. Questa cosa mi ha sempre inorgoglito. Invece c’è qualcuno che certe cose non le ha mai digerite.

Della foto del taglio del nastro l’associazione ha ricavato un manifesto che ha poi sistemato lungo il corridoio che porta alla segreteria politica, così che chiunque si recava in quegli uffici doveva obbligatoriamente “incontrarla”.

Dopo dieci anni quella foto è stata rimossa, penso dall’attuale dirigenza politica che per anni ha mal sopportato quella mia foto sorridente alla presenza di altrettanto sorridenti dirigenti e sindaco di allora.

Certo che passarci davanti più volte al giorno potrebbe aver procurato a qualcuno un “travaso di bile”, tormentato al punto che non ce l’ha fatta più e, preso dall’impeto, con il sangue agli occhi, non potendomi rimuovere di persona, si è scagliato contro quella foto e l’ha gettata in cantina.
Ovviamente è una mia supposizione, perché “cuor di leone” non se la sentiva di distruggerla come avrebbe voluto, non poteva farlo per devozione nei confronti degli altri soggetti ritratti nella foto, ancora oggi dirigenti. Quindi sarà stata nascosta e Continua a leggere

set 11

Perugia-Assisi e la luce della strada democratica

Il dramma dei profughi della “Diciotti”, la Costituzione e la Dichiarazione dei diritti dell’uomo, il nuovo tavolo nazionale antirazzista “per un’Italia senza muri”, il ruolo dell’Anpi, la marcia della pace del 7 ottobre   

di Claudio Maderloni

È urgente dare una risposta forte, ampia, la più unitaria possibile del popolo italiano ed europeo.

Le magliette rosse, i sit-in a Catania di attiva vicinanza con i profughi della nave “Diciotti”, i cortei e i presidi dei “porti aperti”, i “restiamo umani”, le tante testimonianze di solidarietà che si ripetono in tutta Italia, la grande manifestazione di Milano del 30 agosto scorso attestano che è necessario misurarsi seriamente la questione dell’immigrazione iniziando dall’affrontare le paure, a partire dalle nostre coscienze.

È necessario smascherare chi fomenta la guerra tra i poveri, chi crea le cause delle diseguaglianze con l’unico obiettivo di mantenere potere e ricchezze.

Tutti noi conosciamo l’articolo 3 della Costituzione, ma che torna sempre utile riportarlo: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”. Questa disposizione costituzionale ci impegna ad agire. Non possiamo rimanere indifferenti al sequestro della nave della Guardia Costiera italiana. L’uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge implica un generale obbligo di osservanza anche da parte di coloro che le leggi le producono e da parte di quanti sono preposti alla loro applicazione, anche al fine di impedire abusi di potere da parte delle stesse istituzioni.

L’articolo 1 della Dichiarazione Universale dei diritti dell’uomo – “Tutti gli esseri umani nascono liberi e uguali in dignità e diritti. Sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire in uno spirito di fraternità vicendevole” – è un tema sentito e fortemente dibattuto nelle riflessioni che sono scaturite dopo i tanti fatti accaduti. Troppo spesso le risposte che gli Stati danno alle Continua a leggere