ott 09

Noi, invece, dobbiamo mettere in comune sogni e speranze!

intervento di Claudio Maderloni al Meeting

Nel titolo di questa  Conferenza “Per un’Europa politica, solidale, impegnata per la pace, per il rispetto dei diritti  umani, per l’integrazione e per il lavoro dignitoso” ci sono tutte le nostre ragioni in base alle quali abbiamo aderito alla marcia. C’è anche di più: chiediamo a noi stessi e a quanti hanno aderito alla marcia uno sguardo sul futuro che vada oltre la questione della pace.

La pace senza diritti non esiste, la pace senza un lavoro dignitoso, senza uguaglianza, senza libertà, senza umanità non esiste.

Non possiamo continuare ad avere nel lavoro riconoscimenti differenziati per colore della pelle, per sesso, per luogo dove si realizza … Al lavoratore deve essere riconosciuta dignità e la possibilità di incidere sulla qualità della produzione.

Quando come ANPI abbiamo ragionato su quale contributo dare alla marcia, abbiamo pensato anche al dopo, e lo abbiamo fatto proprio guardando oltre alla nostra Italia, guardando all’Europa e al mondo perché non possiamo pensare di essere confinati in un luogo, senza relazioni, senza rapporti con il resto del mondo.

In questi giorni in tutta Italia abbiamo ricordato con tantissime iniziative gli ottant’anni delle leggi razziali; come potevamo non collegarle all’oggi?!

Vi cito solo gli ultimi episodi: la nave Diciotti sequestrata, il decreto sicurezza e il diritto d’asilo, l’arresto del sindaco di Riace. E qui  propongo che la marcia della pace parta idealmente da Riace, con quanti domani raggiungeranno quel  piccolo Comune con un grande Sindaco , sarebbe bello pensare che la marcia si sia già messa in cammino perché non si può arrestare l’umanità e un grande progetto di solidarietà.

Ma prima e dopo questi fatti, ce ne sono e ce ne saranno tanti altri.   Ogni giorno emergono nuove tensioni mentre la classe dirigente urla, fa dispetti battute o personalismi. Bisogna ricomporre questo Paese lacerato! Ci dobbiamo preoccupare! Già la nostra Associazione si sta battendo per contrastare la questione neofascista e il revisionismo che vorrebbe trovare nel mondo della resistenza i “colpevoli” e, per contro, assolvere i repubblichini di Salò!

Da qui la necessità di unire tutte le forze antifasciste e antirazziste per fare argine alla dilagante condiscendenza, in faccia alle leggi Mancino e  Scelba e che potrebbe aprire alla ricostituzione  di regimi autoritari e  fascisti con  un aumento indiscriminato del “fai date”, di atti razzisti che colpiscono inermi, e indifesi cittadini (Traini).

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