La nuova agricoltura
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www.aprileonline.info - gennaio 2007
L’agricoltura non è più un argomento solo per addetti ai lavori.
Oggi, quando si parla di ambiente, di cultura, di economia del turismo, di salute, si parla anche e soprattutto di agricoltura.
Le stesse politiche europee di settore sono orientate sempre con più forza verso un approccio di questo tipo. Infatti, la nuova Politica Agricola Comunitaria (PAC), si ispira al principio della “condizionalità”, secondo il quale l’erogazione dei contributi comunitari è condizionata al rispetto di regole e pratiche centrate sullo sviluppo sostenibile. E così sarà sempre di più nel futuro.
Questo, per le imprese agricole, significa porsi nell’ottica della multifunzionalità, ovvero organizzare la propria azienda in modo da svolgere più attività, oltre a quelle strettamente legate alla coltivazione della terra. In pratica, si tratta di abbandonare le vecchie pratiche poco attente all’aspetto sociale e ambientale ed avere un ruolo maggiormente responsabile, senza sacrificare le giuste rivendicazioni per un reddito soddisfacente.
Si deve abbandonare l’idea che la responsabilità di molti disastri ambientali legati all’inquinamento, possa ricadere interamente sulle spalle degli agricoltori. Non esistono contadini-pirati che si divertono a spargere veleni, al fine di guadagnare il massimo, lavorando il minimo. Bisogna fare un’analisi approfondita di settori economici molto più vasti, e di come hanno funzionato i Fondi Comunitari, per capire meglio le cause della odierna situazione. E sarebbe un discorso molto lungo…
Adesso, quel che importa sottolineare, è la svolta che si impone a tutti i livelli, dall’Europa fino alle regioni e ai comuni, perché l’agricoltore possa lavorare consapevolmente, nel rispetto delle esigenze ambientali ed ottenere, oltre ai necessari risultati economici, anche benefici di altro genere, di valore incalcolabile, che conducono al concetto di qualità della vita.
In questo modo si potrà rendere il lavoro agricolo più “appetibile”, interessante ed attraente, anche per le nuove generazioni.
L’innalzamento dell’età media degli addetti al settore, è infatti, un altro grande problema. A questo proposito la Legge Finanziaria ha previsto interventi a sostegno dell’imprenditorialità giovanile in agricoltura. Ma sempre per un’agricoltura di qualità, tanto che ulteriori finanziamenti sono previsti per l’impiego di biocarburanti, la riconversione del mercato bieticolo-saccarifero, il Piano d’azione per l’agricoltura biologica, i settori colpiti da crisi di mercato.
Poi ci sono le misure destinate a sostenere e consolidare le imprese agricole, attraverso crediti d’imposta. Si deve, infatti, evitare l’abbandono dei territori, altra causa di immani disastri ambientali. I nostri contadini sono sempre stati i custodi del territorio e del paesaggio e devono essere aiutati a rimanere tali.
Il paesaggio integro è anche patrimonio culturale, portatore di valori, stimolo ed elemento di potenziali sviluppi turistici. I nostri territori sono la nostra vera identità culturale, che rendono unici e non delocalizzabili le produzioni italiane agroalimentari.
La Finanziaria stanzia risorse a sostegno delle operazioni di certificazione della qualità e per campagne di promozione nei mercati esteri che sono un altro punto dolente del settore.
A fronte di una enorme e consolidata credibilità internazionale dei prodotti italiani, le vendite effettive sono esigue e ora i prodotti succedanei con nomi simili stanno ulteriormente inquinando il mercato.
A tal proposito, il Ministro De Castro, anche in un recente convegno a Copparo (FE), ha affermato la volontà del Governo di difendere, nelle sedi internazionali, l’unicità dei prodotti italiani e di attivare iniziative volte ad una loro maggiore tutela, valorizzazione e diffusione attraverso azioni che leghino visibilmente il prodotto e i territori di provenienza.
Il sistema dei Distretti rurali, previsti dal D. Lgs. n.228/2001 (c.d. “Legge sull’Orientamento”), sarà il mezzo privilegiato per l’attuazione di tali politiche.
Poi c’è il problema energetico, al quale l’agricoltura può dare alcune soluzioni.
Già da un po’ si parla di biocombustibili e biomasse. La Finanziaria contiene incentivi per la nascita di microimpianti, così come di misure per favorire l’impiego di biomateriali per autoconsumo. Sempre al fine di sostenere le filiere agro-industriali, oltre che per rafforzare la protezione ambientale e la riduzione delle emissioni di anidride carbonica, è interessante rilevare le disposizioni circa l’avvio di un programma sperimentale a livello nazionale per la progressiva riduzione dei sacchetti per l’asporto (shoppers) che non siano biodegradabili.
Questo dovrebbe condurre, entro il 2010, all’utilizzo esclusivo di sacchetti biodegradabili, prodotti con materiali di origine agricola.
Sempre nella finanziaria, ci sono interventi che riguardano le infrastrutture irrigue, e molti altri che direttamente o indirettamente sono riconducibili a misure di sostegno al settore primario, ma ancora molto si dovrà fare, e molti problemi si dovranno affrontare perché si possa parlare di sviluppo sostenibile.
Claudio Maderloni