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Pubblicato sul sito di SD il 14 gennaio 2008-01-15
Cosa c'è nel vasto mondo dell'agroalimentare (14 gennaio
2008)
E i prezzi aumentano
di Claudio Maderloni*
Negli ultimi mesi del 2007, i mezzi di informazione si sono
scatenati nel lanciare l’allarme caro-prezzi dei prodotti
agroalimentari. Emblematico il caso del costo della rosetta a
Roma.
Il clamore mediatico ha raggiunto livelli molto alti, aumentando
la preoccupazione di tanti italiani, già gravati dal problema di
come arrivare a fine mese. E, come al solito, è partita la
caccia all’untore e anche le imprese agricole hanno rischiato di
essere colpevolizzate.
In questo clima, il 24 0ttobre, si è tenuta in Commissione
Agricoltura, una audizione del Ministro delle Politiche
Agricole, Alimentari e Forestali, Paolo De Castro su questi
problemi.
Il Ministro, nel suo intervento, oltre ad esaminare le cause del
fenomeno, ha illustrato i punti del Piano di Azione
Antispeculazione. A tal proposito, in una recente dichiarazione,
del 28/12/07, De Castro ha affermato che il Piano suddetto sta
dando i suoi frutti, che sono stati fatti numerosi controlli su
tutta la filiera e che anche dai mercati internazionali stanno
arrivando segnali positivi. Speriamo che questo produca benefici
per i cittadini, con un abbassamento dei prezzi al consumo.
Circa le cause, durante l’Audizione, il Ministro ha distinto fra
quelle di natura strutturale e quelle di natura congiunturale.
Fra le prime, l’enorme aumento della domanda internazionale di
prodotti, grazie alla forte espansione di alcune economie, in
particolare quella asiatica, ma anche dell’America latina. Una
causa congiunturale è, invece, quella dovuta alle avverse
condizioni climatiche che alcuni paesi hanno subito, in
particolare paesi produttori di cereali, come Australia e
Canada, in modo tale che si è ridotta l’offerta. De Castro ha
anche parlato delle politiche messe in atto dalla UE e di come
l’aumento dei prezzi anche a livello agricolo, non debba portare
a una criminalizzazione del settore, in quanto rappresenta un
doveroso riequilibrio di valore aggiunto per un settore che ha
sempre sopportato prezzi molto bassi delle proprie produzioni.
Occorre, bensì evitare che esso generi degli aumenti dei prezzi
al consumo. L’impatto è molto limitato, per cui, se per esempio,
la pasta e il pane aumentano del 10 o 15 per cento, sicuramente
i fattori di tale aumento sono altri. Ecco perché il Piano
Antispeculazione.
Come ho avuto modo di affermare in Commissione, sarebbe stato
meglio intervenire prima. Forse gli aumenti dei prezzi di pane e
pasta potevano essere previsti, e i controlli potevano essere
preventivi, visto che situazioni analoghe erano state discusse
precedentemente in Commissione, come l’aumento del mais.
Ora, però, nel caso in cui si scoprano casi di speculazione,
bisogna intervenire in modo deciso.
A tal fine, i cittadini rappresentano l’alleato migliore delle
istituzioni. Il governo deve fare in modo che essi si sentano
sempre più coinvolti in questa lotta per la legalità, segnalando
gli abusi di cui vengono a conoscenza. Tutto questo senza guerre
preconcette contro una categoria invece che un’altra, ma
incentivando, anche attraverso apposite campagne informative, la
vigilanza e la collaborazione dei cittadini,anche attraverso le
associazioni di consumatori. Occorre incentivare la filiera
corta, facilitando l’acquisto dei prodotti agroalimentari
direttamente dall’impresa produttrice, innescando meccanismi
virtuosi di maggiori ricavi per gli agricoltori e risparmi per i
cittadini consumatori, con la diffusione di rapporti fiduciari
basati sulla qualità. Quindi favorire la nascita dei “farmer
market”, recentemente disciplinati da un Decreto del MIPAF,
estendere le forme di autoorganizzazione dei consumatori, come i
GAS (Gruppi di Acquisto Solidale), di cui si è occupata anche
l’ultima Finanziaria nell’articolo 9, ai commi 78 e 79, dove
viene definita una nuova normativa per questi soggetti, a
sostegno dei quali vengono messi a disposizione 200 mila euro.
Bisogna tener presente che la legge finanziaria contiene anche
alcune azioni a sostegno delle fasce più deboli con nuovi
strumenti ed opportunità. Infatti, all’articolo 48, al comma 5,
prevede la costituzione e la pubblicizzazione nei confronti del
consumatore dei panieri di prodotti alimentari di largo consumo
e l’indicazione degli esercizi commerciali nei quali è possibile
acquistare tali panieri di prodotti. A questo fine al comma
successivo vengono destinati 100 mila euro. Inoltre, sempre in
Finanziaria, si trovano disposizioni ulteriori per la
trasparenza dei prezzi dei prodotti alimentari.
Per quanto riguarda le cause internazionali degli aumenti,
ritengo che non si debba sopravvalutare il ruolo rappresentato
dalle bioenergie, fra le cause dell’aumento dei prezzi di certi
prodotti, anche se bisogna incentivare soprattutto l’utilizzo di
materiali di scarto e non di prodotti destinati naturalmente
all’alimentazione. Occorrono regole chiare.
Infine, credo che occorra una politica italiana in ambito
europeo più incisiva e non di difesa, come a volte sembra. Di
fronte a certe questioni, l’Italia appare in difficoltà a far
valere le proprie ragioni. Le politiche messe in campo dall’UE
per contrastare il caro-prezzi, illustrate da De Castro, come le
nuove superfici rese disponibili per la coltivazione, per
l’Italia si tratta di 200.000 ettari liberati per la messa a
coltura, o come l’aumento delle quote latte europee, sono state
approntate anche grazie all’impegno del Ministro. Ma forse non
basta.
*Capogruppo SDpSE Commissione Agricoltura |
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