apr 02

Caro nipote

Caro nipote,

ho pubblicato la foto di mia madre, tua bisnonna, per ricordarla e ho avuto la conferma di quanta gente le ha voluto bene.

Una persona dolce e combattiva, paziente, comprensiva cui ho voluto bene.

In questi giorni cupi del Corona Virus, ho ripreso in mano un libro “Le donne raccontano: guerra e vita quotidiana. Ancona 1940-1945” quaderni dell’Istituto Gramsci che contiene, tra le tante testimonianze, anche quella di mia madre Rinalda e di mia zia Adriana. Storie che vale la pena ricordare.

Queste pagine mi hanno portato alla mente tanti ricordi di lei e ora ho voglia di scrivere, perché tu la devi conoscere e anche se ti sto raccontando singoli episodi e la memoria non sarà completa sarà comunque sufficiente per farla rivivere ancora un momento.

Mia madre è stata importante per la nostra famiglia: Rinalda Ciasca di Ciasca e Parmiani.

Di mio padre Raffaele, tuo bisnonno, potrai leggere attraverso diversi libri che lo raccontano e/o lo citano, anche se alcuni giudizi che lo riguardano non sono generosi, ma ricalcano accuse infondate, frutto di una lotta politica meschina, che hanno segnato la vita di tutta la nostra famiglia.

Purtroppo né la storia, né gli uomini hanno fatto il conto con quel periodo, si è preferito chiudere una ferita, anche perché avrebbero dovuto loro stessi pagare un conto alto e ridare a Raffaele, o Raffa (nome usato in clandestinità), quel posto nella storia che gli aspettava e che si era guadagnato con sacrifici, sofferenze, carcere, confino e soprattutto miseria, per lui e la sua famiglia.

Mia madre, Rinalda era figlia di una famiglia molto numerosa. Sua mamma, Maria Parmiani, Continua a leggere

mar 29

Ugo Fanti – Presidente della Sezione ANPI Aurelio-Cavalleggeri “Galliano Tabarini”

Carissime/Carissimi,

Napoli, seconda metà degli anni Cinquanta. Il 1956 è stato un ‘annus horribilis’ per il Pci: prima le denunce di Krusciov, al XX Congresso del Pcus, contro i crimini di Stalin, quindi i carri armati sovietici a Budapest, per soffocare la rivolta degli ungheresi. Molti intellettuali hanno abbandonato il Partito, da Italo Calvino a Natalino Sapegno, fino ad Antonio Ghirelli ed Elio Vittorini. Lo scopo di Botteghe Oscure è quello di allontanare la memoria dei fatti di Ungheria, anche attraverso l’Associazione Italia-Urss, che si pone l’obiettivo di «creare proseliti per il Pci negli ambienti intellettuali». Per acquistare nuovi consensi cosa può avere più appeal della nomina alla presidenza della struttura napoletana di uno degli intellettuali più noti e prestigiosi della Penisola, Eduardo De Filippo? Continua a leggere

ott 13

Rovigo – 75° Anniversario dell’Eccidio di Villamarzana

intervento di Claudio Maderloni

Un saluto caloroso ai familiare delle vittime.

Autorità civile e militari, cittadine e cittadini alle associazione partigiane e d’arma,

dalla lettura della requisitoria al processo sui fatti che oggi noi vogliamo ricordare, tratta da “l’eccidio di Villamarzana”, eccidio eseguito dai fascisti della guardia nazionale repubblicana, riprendo parte del discorso  del Pubblico Ministero che dice: “… Con il 25 luglio1943 il fascismo era morto di morte naturale a cagione di quei germi di malattia che ogni assolutismo per sua natura contiene  in sé e dai quali è condotto a fine sicura; e il 25 luglio il popolo italiano s’era limitato in sostanza a proclamare il suo giubilo apertamente, totalmente, senza per altro ricorrere a vendette, a rappresaglie, a punizioni. Il giubilo del popolo era stato la condanna aperta del fascismo. Sennonché non valse il richiamo. Il fascismo credette di risorgere, e si rese recidivo in un crimine di lesa patria”.

Una riflessione su questo pensiero è d’obbligo.

Che cosa intendevano mantenere, quelli che diedero vita alla repubblica sociale italiana? Continua a leggere

ott 13

Domenica 6 ottobre 2019 a Cavaglià (Biella), ho partecipato all’inaugurazione delle tre targhe commemorative intitolate ai partigiani Ugo Marchieraldo, Attilio Tempia e Mario Mainelli.

l’intervento di Claudio Maderloni

Porto il saluto  della nostra Presidente nazionale Carla Nespolo.

Prima di iniziare il mio intervento voglio rivolgere uno sguardo a quanto accaduto ieri a Trieste: due giovani servitori dello Stato, due agenti della pubblica sicurezza sono stati uccisi dentro i locali della caserma. Ci sarà tempo per capire le dinamiche dell’accaduto, ma rimane difficile non essere angosciati. Vorrei a nome mio, e credo anche a nome vostro, porgere il cordoglio alle loro famiglie e un pensiero solidale ai loro colleghi.

Nel mio piccolo comune marchigiano, c’è via Tommasi, è collocata in un’area tra via XXV Aprile e via Liberazione. Quanti incrociano questa via non si pongono delle domande, non sanno e non si chiedono chi sia stato l’Ingegnere  Gino Tommasi.

Gino Tommasi è stato capo del Comitato di Liberazione delle Marche, fatto prigioniero, tradotto in carcere, morirà a Continua a leggere

apr 09

Ragionando sul fascismo

di  Ferdinando Pappalardo   

Le interpretazioni. Il regime e l’ideologia. La nascita del Msi. Ordine Nuovo, Avanguardia Nazionale, Terza Posizione. NATO e servizi segreti. Alleanza Nazionale: la metamorfosi. Fiamma Tricolore, Forza Nuova, CasaPound. Il neofascismo come agente provocatore. Imparare a distinguere il fascismo, comunque camuffato, e a combatterlo senza tregua

In un passaggio del suo più recente libro, intitolato “I nuovi volti del fascismo”, Enzo Traverso segnala l’abuso che in Francia si fa nel discorso pubblico della parola «fascismo», cui troppo frequentemente si ricorre per fini polemici e di denigrazione dell’avversario politico, oppure per qualificare fenomeni e processi che non sopportano di essere sbrigativamente etichettati, e che richiedono altre categorie di analisi e d’interpretazione. Da noi avviene l’opposto. La parola fascismo è usata con grande parsimonia, quasi con imbarazzo, ed è comunque sempre strettamente riferita a un regime che si vuole morto e sepolto, e il cui ricordo si preferisce rimuovere. Continua a leggere