Mag 12

“l’antifascismo al lavoro” Un testo importante su Guerzoni e sulla democrazia

Mi sono posto sin dall’inizio una domanda: quanto avrebbe apprezzato Luciano un libro che parlasse di lui?

Ho vissuto tante esperienze con Guerzoni negli ultimi quattro anni della sua vita, tempo impiegato nell’intento di rafforzare la nostra associazione che mi ha permesso di conoscere oltre le capacità politiche  e organizzative anche lo spessore culturale e umano dell’uomo.

L’uomo Guerzoni era persona schiva con un grande desiderio, quello dell’affermazione dei principi dei nostri ideali.

Disse Guerzoni “Riteniamo che la funzione dell’A.N.P.I. sia importante per la formazione di uno spirito pubblico democratico in questo Paese, per la formazione di un sentimento, per un modo di vedere le cose, che l’antifascismo faccia fare un salto in avanti della qualità, ecco noi abbiamo questa funzione di aiutare le generazioni che si rinnovano a coltivare questi valori” e citando Dossetti, partigiano,  “egli afferma che l’antifascismo è la nuova dimensione dell’umanità”. Continua a leggere

Apr 24

Caro Riccardo quest’anno è il 75° della Liberazione.

Il 25 aprile del 1945 arriva finalmente a termine il regime fascista e l’occupazione dell’Italia da parte dei nazisti tedeschi.

Sandro Pertini, che poi diventerà anche Presidente della Repubblica, lancia la rivolta con un messaggio alla nazione, “ cittadini, lavoratori, sciopero generale contro l’occupazione tedesca, contro la guerra fascista, per la salvezza delle nostre terre, delle nostre case, delle nostre officine. Come a Genova e a Torino ponete i tedeschi di fronte al dilemma: arrendersi o perire.”

Così iniziò il grande sciopero generale e l’insurrezione totale che portò la libertà al nostro popolo.

Ma è quanto accaduto prima quello che ci interessa ricordare.

Il fascismo ha preso il potere dopo la marcia su Roma del 28 ottobre del 1922; Gaetano Salvemini ci ricorda” in quel periodo  c’erano stati oltre tremila morti e la violenza percorreva l‘Italia”: arresti, carcerazioni, uccisione degli oppositori (a partire dai deputati eletti ed in carica – Matteotti – Gramsci) di sindacalisti di operai di intellettuali. Assassinii sono compiuti anche all’estero, in Francia sono assassinati i fratelli Carlo e Nello Rosselli. Nel 1926 sono varate le leggi fascistissime, con le quali sono cancellati ogni diritto individuale e collettivo.

Credo sia fondamentale  ricordare da che cosa ci siamo liberati, ricordare quali erano le condizioni reali del popolo italiano durante il regime fascista! Continua a leggere

Apr 02

Caro nipote

Caro nipote,

ho pubblicato la foto di mia madre, tua bisnonna, per ricordarla e ho avuto la conferma di quanta gente le ha voluto bene.

Una persona dolce e combattiva, paziente, comprensiva cui ho voluto bene.

In questi giorni cupi del Corona Virus, ho ripreso in mano un libro “Le donne raccontano: guerra e vita quotidiana. Ancona 1940-1945” quaderni dell’Istituto Gramsci che contiene, tra le tante testimonianze, anche quella di mia madre Rinalda e di mia zia Adriana. Storie che vale la pena ricordare.

Queste pagine mi hanno portato alla mente tanti ricordi di lei e ora ho voglia di scrivere, perché tu la devi conoscere e anche se ti sto raccontando singoli episodi e la memoria non sarà completa sarà comunque sufficiente per farla rivivere ancora un momento.

Mia madre è stata importante per la nostra famiglia: Rinalda Ciasca di Ciasca e Parmiani.

Di mio padre Raffaele, tuo bisnonno, potrai leggere attraverso diversi libri che lo raccontano e/o lo citano, anche se alcuni giudizi che lo riguardano non sono generosi, ma ricalcano accuse infondate, frutto di una lotta politica meschina, che hanno segnato la vita di tutta la nostra famiglia.

Purtroppo né la storia, né gli uomini hanno fatto il conto con quel periodo, si è preferito chiudere una ferita, anche perché avrebbero dovuto loro stessi pagare un conto alto e ridare a Raffaele, o Raffa (nome usato in clandestinità), quel posto nella storia che gli aspettava e che si era guadagnato con sacrifici, sofferenze, carcere, confino e soprattutto miseria, per lui e la sua famiglia.

Mia madre, Rinalda era figlia di una famiglia molto numerosa. Sua mamma, Maria Parmiani, Continua a leggere

Mar 29

Ugo Fanti – Presidente della Sezione ANPI Aurelio-Cavalleggeri “Galliano Tabarini”

Carissime/Carissimi,

Napoli, seconda metà degli anni Cinquanta. Il 1956 è stato un ‘annus horribilis’ per il Pci: prima le denunce di Krusciov, al XX Congresso del Pcus, contro i crimini di Stalin, quindi i carri armati sovietici a Budapest, per soffocare la rivolta degli ungheresi. Molti intellettuali hanno abbandonato il Partito, da Italo Calvino a Natalino Sapegno, fino ad Antonio Ghirelli ed Elio Vittorini. Lo scopo di Botteghe Oscure è quello di allontanare la memoria dei fatti di Ungheria, anche attraverso l’Associazione Italia-Urss, che si pone l’obiettivo di «creare proseliti per il Pci negli ambienti intellettuali». Per acquistare nuovi consensi cosa può avere più appeal della nomina alla presidenza della struttura napoletana di uno degli intellettuali più noti e prestigiosi della Penisola, Eduardo De Filippo? Continua a leggere

Ott 13

Rovigo – 75° Anniversario dell’Eccidio di Villamarzana

intervento di Claudio Maderloni

Un saluto caloroso ai familiare delle vittime.

Autorità civile e militari, cittadine e cittadini alle associazione partigiane e d’arma,

dalla lettura della requisitoria al processo sui fatti che oggi noi vogliamo ricordare, tratta da “l’eccidio di Villamarzana”, eccidio eseguito dai fascisti della guardia nazionale repubblicana, riprendo parte del discorso  del Pubblico Ministero che dice: “… Con il 25 luglio1943 il fascismo era morto di morte naturale a cagione di quei germi di malattia che ogni assolutismo per sua natura contiene  in sé e dai quali è condotto a fine sicura; e il 25 luglio il popolo italiano s’era limitato in sostanza a proclamare il suo giubilo apertamente, totalmente, senza per altro ricorrere a vendette, a rappresaglie, a punizioni. Il giubilo del popolo era stato la condanna aperta del fascismo. Sennonché non valse il richiamo. Il fascismo credette di risorgere, e si rese recidivo in un crimine di lesa patria”.

Una riflessione su questo pensiero è d’obbligo.

Che cosa intendevano mantenere, quelli che diedero vita alla repubblica sociale italiana? Continua a leggere