Ott 19

CHIARAVALLE: comitato Renzi – comitato Bersani – OPPURE VENDOLA

CHIARAVALLE: comitato Renzi – comitato Bersani – OPPURE VENDOLA

Si costituisce anche a Chiaravalle il comitato “Oppure Vendola”, con lo scopo di sostenere Nichi Vendola alla corsa per le primarie del centro sinistra che si svolgeranno il

giorno 25 novembre.
Sostenere Vendola alle primarie significa, senza mezzi termini, sostenere coloro che chiedono a gran voce più giustizia sociale, più cultura, più scuola, più innovazione, un giusto reddito per tutti i cittadini, più ambiente, più lavoro, più tutele dei loro diritti.
In poche parole più SINISTRA per una nuova stagione politica.
La questione fondamentale è chiudere definitivamente con la stagione del liberismo al servizio dei grandi capitali, di chiudere con le politiche di austerity e del dogma del pareggio di bilancio, scaricando i costi della crisi nei confronti delle fasce di popolazione più debole.
“E’ ora di Cambiare”!!!
E’ ora che le cittadine e i cittadini si riapproprino del loro diritto alla partecipazione ai problemi del Paese, aprendo una Continua a leggere
Mag 20

Questo appello non è fatto per creare contrasti, ma piuttosto per cementare un’unione di intenti.Ottavio Herbstritt

Ottavio Herbstritt (primo firmatario)

 

Care compagne e cari compagni,
abbiamo intrapreso il nostro cammino considerando SEL come un punto di partenza e non di arrivo, con la costante intenzione di chiamare in causa tutte le donne e gli uomini che vogliono far parte del grande vento del cambiamento, senza chiudere alcuno spazio.
Abbiamo detto che ci sentivamo un po’ tutti “indignati” perchè tanti giovani che non provenivano da realtà di partito avevano e hanno puntato il dito contro Wall Street e contro lo strapotere finanziario avendo il coraggio di metterci la faccia, sostenuto con forza i movimenti per i beni comuni per dare una risposta alle grandi domande del domani.
E ultimo, ma non meno importante, abbiamo gridato a gran voce che c’è bisogno di un’Europa politica, federalista, come voleva Spinelli; un’Europa che punti di più sul Welfare, che tuteli le fasce deboli e non quella di Maastricht, che di fatto ha sancito solo quella monetaria.
Dobbiamo essere consapevoli per costruire consapevolezza (e questo dovrebbe essere il nostro slogan), mentre qui in Italia e non solo, in preda alla disperazione e confusione ci sentiamo sempre più distanti dalle istituzioni e nel frattempo le politiche di austerità fiscale ci stanno mettendo in ginocchio: equilibrio di bilancio in costituzione (mod.art.81), IMU, riforma del mercato del lavoro, IVA al 23% a Settembre.
Queste scelte non sono la causa, sono la conseguenza della globalizzazione e del capitalismo finanziario: il capitalismo senza lavoro.

Di fronte a tutto questo, pensare globale e agire locale non diventa una possibilità, è un dovere di chi fa politica. Conoscere la complessità dei fenomeni per tradurli in linguaggio semplice, capire che una questione è conseguenza dell’altra.
In Italia abbiamo proposto,purtroppo senza essere ascoltati, una patrimoniale, il taglio delle spese militari, di tassare e colpire i redditi alti; ma tutto questo non sarebbe comunque sufficiente a uscire dalla crisi, continuerà ad esserci se non cambieremo come minimo l’Europa.
Per costruire l’alternativa infatti abbiamo bisogno di scelte forti, dalla lotta alla speculazione finanziaria al cambiamento di statuto della BCE. Continua a leggere