Mag 14

di Rossana Rossanda – Gallino sul conflitto capitale/lavoro

27/04/2012

Gallino sul conflitto capitale/lavoro

Con un titolo provocatorio, parole che le ex sinistre italiane non hanno il coraggio di pronunciare, Luciano Gallino ha chiamato il suo ultimo libro La lotta di classe dopo la lotta di classe (Laterza, pp. 212, euro 18). Quante volte sentiamo dire «la lotta di classe» non c’è più? Non esistono più le classi sociali? Non ci sono più una destra e una sinistra? Dov’è oggi l’operaio? A che servono i sindacati? Come si può pretendere oggi un posto fisso per la vita? E poi, che noia il posto fisso!». Eccetera. E da queste asseverazioni parte Gallino nel dare al suo lavoro la forma di un’ampia intervista alla sociologa Paola Borgna, definendole come sciocchezze, ideologia, falsa coscienza della società. Mai infatti il capitale ha messo al lavoro tanti milioni di persone come oggi con l’estensione dell’economia mondializzata. Mai come oggi l’innovazione tecnologica ha permesso di ridurre il lavoro degli uomini su ogni segmento del produrre, aumentandone la produttività, non già per liberare il lavoratore dalla fatica ma per ridurne il costo al produttore. Mai la tecnologia della comunicazione gli ha permesso come ora di conoscere in tempo reale dove si trovano le forze di lavoro il cui costo è più basso. Mai come ora, organizzate in megafusioni e saltando da investimenti in produzione a quelli sulla finanza e viceversa, i mezzi di cui dispone gli permettono di spostarsi dove la forza di lavoro costa meno, lasciando a terra la manodopera di cui aveva bisogno per esempio in Europa, dove i lavoratori avevano conquistato da un secolo salari e diritti maggiori. Continua a leggere

Mag 03

Comunicato stampa di Antonio Balestra

Amministrative 2012 JESI: Antonio Balestra (Sel) su Bacci, “Rinnovamento? Ma non sarà mica Trasformismo!”

Così Massimo Bacci rappresenta Il Rinnovamento, che bello, che novità! Jesi ha visto molte cose, ma il Rinnovamento mai. Come il Rinascimento, dopo tanto Medio Evo, arriva il Rinnovamento. Sarebbe bello poi sapere da cosa occorre rinnovare: forse da trenta anni di giunte di sinistra che hanno fatto tanto male alla città ?

Forse da quel percorso politico che ha dato alla nostra città sindaci come Cascia, Fava, Girolimini e Polita?

Ma chissà cosa pensava chi vuole “rinnovare” quando, proprio da parte di quei sindaci che hanno “distrutto” Jesi, accettava incarichi, presidente di ProgettoJesi, la più importante municipalizzata di proprietà del Comune, o la vicepresidenza del Consorzio Zipa ? Forse in quel momento pensava che andava tutto bene, che forse quei distruttori stavano scegliendo il merito e non i soliti noti e, forse, in quel momento non governavano poi tanto male. Continua a leggere