Un nuovo rapporto fra Stato e realtà locali
da:
Aprile on-line, 01 dicembre 2006
"Osservatorio Regioni - Il 30 novembre sono state presentate le proposte della Conferenza delle Regioni e Province Autonome, ANCI, UPI e UNCEM per l'attuazione del titolo V della Costituzione, relativo al federalismo".
Giovedì 30 novembre, si è
svolta una conferenza stampa a Palazzo Chigi, in cui regioni, province, comuni,
comunità montane, attraverso i loro massimi rappresentanti, hanno presentato le
proposte al Governo circa l'attuazione del famoso Titolo V della Costituzione,
quello del federalismo, per intenderci.
Presenti Domenici (ANCI), Borghi (Uncem), Melilli (Upi,) ed Errani (Regioni), a
testimoniare, come più volte sottolineato durante la conferenza stampa, il
carattere unitario della proposta e il nuovo spirito di conciliazione che, d'ora
in poi, dovrà ispirare i rapporti tra Stato e Autonomie territoriali.
Basta con i conflitti di competenza e i ricorsi alla Corte Costituzionale, costretta, con le sue decisioni, ad assumere funzioni quasi legislative per colmare le lacune normative. Inizia l'era della collaborazione, della necessaria definizione puntuale delle funzioni di ciascuno, nel rispetto delle multiformi realtà territoriali, ma soprattutto al fine di attuare in pieno quel federalismo fiscale tanto agognato, seppure bilanciato da un valido sistema di perequazione.
Occorre, infatti, non dimenticare le diversità regionali e rispettare il principio imprescindibile della solidarietà. Esistono già numerose iniziative legislative, prima fra tutte il disegno di legge delega per l'adozione della cosiddetta "Carta delle Autonomie", al fine di avviare il processo di riforma del sistema amministrativo, volto a semplificare e razionalizzare i livelli istituzionali e l'assetto delle funzioni . L'attuazione degli articoli 114, 117, 118 e 119 della Costituzione, in maniera concertata e partecipata, dovrebbe portare numerosi benefici ai cittadini, eliminando l'ormai cronica ridondanza della burocrazia amministrativa, dovuta al sovrapporsi delle funzioni ai vari livelli istituzionali. Il cittadino deve poter sapere in maniera chiara CHI fa COSA, ma soprattutto, con la piena attuazione dell'art. 119, deve poter vedere la relazione fra contributi e servizi.
Oltre i tecnicismi, se alle parole seguiranno i fatti, i vantaggi potrebbero essere numerosi. Con la sistematica applicazione dei principi di adeguatezza, sussidiarietà e differenziazione, i cittadini potrebbero ottenere lo snellimento e la velocizzazione dei procedimenti amministrativi, la trasparenza, e, in alcuni casi, con il riordino dell'imposizione fiscale, anche un risparmio. L'attuazione del federalismo fiscale, infatti, individuando precisamente i soggetti a cui vengono attribuite le funzioni e, di conseguenza, le adeguate risorse, potrebbe portare a un alleggerimento della pressione fiscale complessiva. Questa è la notizia.
Claudio Maderloni *Deputato de L'Ulivo, membro della Commissione Agricoltura