Dare forza all’Unione, con una ottima affermazione dell’Ulivo alla Camera dei Deputati e dei Democratici di Sinistra al Senato per il domani dell’Italia e del nostro territorio.

Alle elezioni politiche del 9 e 10 aprile 2006 chiediamo alle elettrici e agli elettori di fare un bilancio di cosa è avvenuto nei cinque anni trascorsi con il governo di centrodestra e di valutare le proposte dell’Unione per far ripartire l’Italia.
Il centrodestra aveva promesso: la crescita del prodotto interno lordo del 2,2% all’anno; uno Stato più leggero e meno spesa pubblica; che saremo stati tutti più ricchi a partire dalle famiglie; infrastrutture viarie, ferroviarie e portuali con un progetto di grandi opere, meno tasse per tutti e piena occupazione. Per fare una valutazione obiettiva – non di parte – assumiamo i dati forniti dalla Banca d’Italia alcuni giorni fa: in cinque anni la crescita dell’Italia è pari a zero, un disastro;il debito pubblico, rispetto al prodotto interno lordo, è salito al 106,4% bruciando tutti gli effetti virtuosi prodotti dal 1992 al 2000; il debito delle famiglie è raddoppiato rispetto a dieci anni fa; l’occupazione delle lavoratrici e dei lavoratori è scesa ulteriormente dello 0,4 nel 2005; un giovane lavoratore su quattro è precario e nel 2005 un giovane su due è precario; il reddito dei lavoratori dipendenti e dei pensionati ha perso in cinque anni il 6,2% del potere di acquisto mentre, contestualmente, il Governo ha abbassato le tasse ai redditi più alti, ha condonato le esportazioni illecite dei capitali, esonerato la tassa di successione e donazione dei grandi patrimoni, e ha cancellato la restituzione del fiscal drag per chi vive del proprio lavoro o della propria pensione.
Nelle Marche e nella Provincia di Ancona il Governo si è mostrato ostile in ogni settore come nelle infrastrutture per le quali non è stato attuato concretamente alcun intervento. Il Porto Internazionale di Ancona non ha ricevuto investimenti, anzi quelli stanziati dal centrosinistra sono stati bloccati; tentato di declassare il Porto da rilevanza internazionale a valenza regionale. Per le ferrovie in cinque anni non è stato realizzato neanche un metro. In compenso sono stati tagliati numerosi collegamenti Intercity – Eurostar e regionali provocando gravi disagi per gli utenti, soprattutto pendolari, con vive proteste degli stessi. Per la viabilità non è stato realizzato nemmeno un metro di terza corsia sull’A14, neanche il casello di Montemarciano, bloccato il raddoppio della variante alla SS16 tra Falconara e Pontelungo, nessun intervento sul nodo viario di Ancona né sull’aeroporto regionale di Falconara. Inoltre il Governo ha bloccato i lavori già appaltabili dal 2002 sulla SS76 (e sulla SS77) per farli rientrare tra le opere realizzabili dalla Quadrilatero spa, definita da Bersani, già Ministro DS, “un imbroglio”. L’attuale Governo per mezzo della suddetta società vorrebbe far pagare ai cittadini umbro-marchigiani, il costo della realizzazione delle strade statali. Inoltre i singoli cittadini dovranno pagare la “tassa Baldassarri” versando l’ICI non ai Comuni ma alla Quadrilatero spa.
Noi diciamo no alla tassa sullo sviluppo delle Marche e sui marchigiani e proponiamo la realizzazione delle strade necessarie in tempi certi, a costi giusti e senza le tasse occulte del centrodestra. Noi dobbiamo fare una campagna elettorale all’insegna della verità. Non può essere consentito a nessuno del centrodestra di continuare a mentire spudoratamente e ad assistere passivamente alle promesse della “finanza creativa” di Tremonti, responsabile del dissesto finanziario dei conti pubblici.
Noi sosteniamo proposte serie, fattibili e concrete affinché l’Italia possa ripartire:
investire in formazione e ricerca, diminuire le tasse sul lavoro a tempo indeterminato e ridurre il lavoro a tempo determinato garantendo ai precari i diritti di base: maternità, ferie, malattia, infortunio, pensione, associazione sindacale;
contrastare l’evasione fiscale affinché tutti paghino e quindi paghino meno tutti; applicare riduzioni fiscali sui redditi e sulla produzione e non sulle rendite finanziarie e speculative; tutelare i diritti dei risparmiatori che oggi pagano sui conti correnti il 27% di imposte; dare sostegno alle famiglie non con bonus una tantum, ma con misure di accompagno dalla nascita fino ai 18 anni di età;
sostenere la battaglia referendaria contro lo stravolgimento della Carta Costituzionale perché diritti come salute, istruzione, sicurezza, servizi sociali non possono dipendere dalla ricchezza relativa della Regione in cui si vive, ma devono essere garantiti a tutti con equità dallo Stato. Particolare attenzione va rivolta alle nuove povertà e alle persone diversamente abili e non autosufficienti, che non devono gravare sulle famiglie ma avere il sostegno di tutta la collettività.
chiedere la modifica della legge sulle pensioni, della legge 30, della legge Moratti e la cancellazione delle leggi vergogna, ad personam, approvate dal centrodestra e il recepimento delle norme sul conflitto d’interessi. Nel corposo programma dell’Unione vengono affrontati altri temi su cui ognuno di noi e di voi potranno ritrovarsi e sostenerli per ridare fiducia e dignità al popolo italiano.
Da parte mia continuerò, come ho sempre dimostrato in questi anni, ad impegnarmi affinché il coinvolgimento e la partecipazione siano strumenti essenziali per il governo del Paese.
Ognuno di voi potrà contribuire per dare all’Italia, alle Marche, alle Amministrazioni Comunali e alla Provincia di Ancona, governi stabili per rilanciare il Paese e assicurare il futuro alle nuove generazioni. Occorre essere partecipanti attivi alla campagna elettorale per affermare la vittoria dell’Unione e di Prodi, votando la lista dell’Ulivo alla Camera e la lista DS al Senato.
Buon lavoro e buon successo per l’Italia che vogliamo.
Claudio Maderloni
Ancona, marzo 2006