Iniziative per la dichiarazione dello stato di calamità a favore dei comuni della provincia di Ancona colpiti da una violenta precipitazione il 16 settembre 2006 - n. 2-00136)
PRESIDENTE. L'onorevole Maderloni ha facoltà di illustrare la sua interpellanza n. 2-00136 (vedi l'allegato A - Interpellanze urgenti sezione 4).
CLAUDIO MADERLONI. Signor Presidente, voglio illustrare la mia
interpellanza, soprattutto in considerazione del fatto che quanto detto poc'anzi
dal sottosegretario mi preoccupa. I parlamentari delle Marche, Morri, Lion,
Galeazzi, Vannucci, Cesini, Merloni, Ricci, Ciccioli e Quartiani,
indipendentemente dalle loro posizioni politiche, hanno sottoscritto questa
interpellanza perché ciò che è accaduto il 16 settembre scorso è stato
particolare.
Nei comuni di Osimo, Castelfidardo, Camerano e Offagna, in provincia di Ancona,
si sono riversati 80 litri di acqua per metro quadrato, ovvero 15 milioni di
metri cubi di acqua in 2 ore, una vera e propria bomba d'acqua, che si è
riversata sui quattro comuni della provincia. Oltre ai disagi per i cittadini,
l'ondata di fango e acqua ha provocato danni ingentissimi alle strutture
pubbliche, alle scuole, alle strade, alle linee e alle stazioni ferroviarie,
alle imprese private, industriali, artigianali, commerciali ed agricole ed anche
ad alcuni gioielli architettonici.
Il 17 settembre 2006 si è recato nella zona il responsabile della Protezione
civile nazionale, il quale ha preso atto della gravità della situazione (4
comuni e 170 aziende in ginocchio, oltre duemila dipendenti che rischiano di
perdere il lavoro, danni per milioni di euro, decine di famiglie evacuate) e ha
dichiarato che avrebbe chiesto al Governo di proclamare lo stato di calamità.
Il 18 settembre anche il presidente della giunta regionale delle Marche,
Giammario Spacca, e il presidente dell'amministrazione provinciale, Enzo
Giancarli, con tutti gli esecutivi, unitamente ai sindaci, hanno richiesto
l'intervento straordinario.
Devo rilevare la tempestività del Governo, il quale già il 22 settembre ha
emanato il decreto di dichiarazione dello stato di emergenza fino al 30
settembre, in relazione alle eccezionali avversità atmosferiche che si sono
verificate, come è stato poc'anzi ricordato, in Liguria, Marche e Veneto.
Lo stesso giorno, durante il sopralluogo nelle zone colpite, il Governo ha
dichiarato ufficialmente il varo del decreto e l'imminente emanazione, già nella
settimana successiva, della conseguente ordinanza, con i primi stanziamenti per
gli indennizzi.
Circa l'ordinanza, lo stesso Bertolaso ha spiegato che si tratta di un
provvedimento - cito testualmente - che «mima» l'efficacia di un decreto-legge:
sarà immediatamente esecutivo e renderà disponibili degli stanziamenti ancora da
quantificare. Essi serviranno per iniziare a conferire i primi indennizzi a
coloro i quali hanno perso veramente tutto; il fondo di garanzia sarà integrato.
Inoltre, egli ha ribadito la necessità di confronti a distanza di due settimane,
dove farà il punto della situazione per avere stime più precise dei danni
subiti.
Occorre segnalare a questo proposito l'avvio di numerose iniziative a cura di
amministrazioni locali, sindacati, associazioni di categoria e di volontariato
per consentire alle zone colpite di risollevarsi quanto prima e la creazione di
team di periti per la rilevazione e la stima dei danni e la formulazione di
richieste alla regione.
Il lavoro di tanti imprenditori e di tanti operai per ripulire e rimettere in
funzione, per quello che è possibile, i macchinari è stato veramente importante.
Nel frattempo, però, ulteriori danni si vanno ad aggiungere alla già grave
situazione, come cedimenti di mura di rilievo storico e chiusure di edifici a
scopo precauzionale.
Chiediamo che questo intervento sia il più rapido e strutturale possibile,
perché quel distretto deve tornare a vivere e riprendere la sua funzione - lo
dico veramente con forza -, perché è il cuore economico di tutta l'area. Le
piccole aziende colpite sono il motore dell'economia di tutta la provincia
(importanti nel settore agricolo le aziende vitivinicole). Dalla rapidità degli
interventi e dalla loro qualità dipenderà la ripresa dello sviluppo.
Abbiamo deciso di mantenere ferma questa interpellanza non solo per sollecitare
il suddetto intervento, ma anche perché, purtroppo, a distanza di pochi giorni
si è verificata una nuova emergenza, provocata ancora da una pioggia intensa e
prolungata, che ha creato un ulteriore stato di emergenza e che questa volta ha
colpito anche i comuni di Falconara, Chiaravalle, Camera Picena e la Valle dell'Esino.
Anche qui seri sono stati i danni alle aziende e alle infrastrutture: la
chiusura temporanea dell'aeroporto e della linea ferroviaria ha creato nuovi
sfollati, provocando perdite di posti di lavoro. Non solo si è aggravata la
situazione dove già vi erano difficoltà, ma è stata colpita anche un'altra
realtà fondamentale per la provincia di Ancona.
Le chiedo dunque, signor sottosegretario, a nome della popolazione e delle
amministrazioni coinvolte, di offrire ulteriori certezze a questa zona. Abbiamo
bisogno, infatti, di far giungere ai nostri cittadini, attraverso i sindaci,
l'amministrazione provinciale e la regione, finanziamenti certi e duraturi,
perché l'area in questione deve essere adeguatamente «curata».
PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato per i rapporti con il Parlamento e le riforme istituzionali, Paolo Naccarato, ha facoltà di rispondere.
PAOLO NACCARATO, Sottosegretario di Stato per i rapporti con il Parlamento e
le riforme istituzionali. Signor Presidente, in effetti gli interpellanti hanno
compiuto una ricostruzione molto puntuale della grave situazione che si è
verificata, tra il 14 e il 17 settembre - in particolare, il 16 -, dopo il
violento nubifragio che ha interessato la provincia di Ancona e, soprattutto, i
comuni di Camerano, Castelfidardo, Offagna ed Osimo, nei quali, in pochissime
ore, il rovescio si è dimostrato particolarmente intenso.
A seguito di ciò, la regione Marche, con nota del 22 settembre 2006, ha
richiesto lo stato di emergenza, ai sensi dell'articolo 5 della legge n. 225 del
1992. L'intensa precipitazione ha causato l'interruzione della strada statale n.
16 e della linea ferroviaria Ancona-Pescara, nonché allagamenti di abitazioni,
negozi, laboratori artigianali ed opifici industriali.
Sono stati rilevati, inoltre, danni consistenti alle infrastrutture pubbliche,
nonché la distruzione di diversi beni mobili, quali autovetture e macchinari.
Per quanto riguarda il comparto produttivo, sono stati in effetti
particolarmente danneggiati e resi inutilizzabili le scorte di produzione ed i
prodotti finiti pronti per la distribuzione.
Il capo del Dipartimento della protezione civile, il 17 ed il 22 settembre, si è
recato personalmente nelle zone colpite dall'alluvione ed ha tenuto un incontro,
presso il centro operativo comunale di Cosimo, con la popolazione e con i
rappresentanti delle attività produttive danneggiate. Al predetto incontro hanno
partecipato anche la regione, la provincia di Ancona ed i sindaci dei territori
comunali interessati, i quali hanno rappresentato la necessità di realizzare
interventi urgenti, che permettano il ritorno alle ordinarie condizioni di vita.
Segnalo, inoltre, che presso lo stesso centro operativo comunale si è recato
anche il Vicepresidente del Consiglio dei ministri, onorevole Rutelli, il quale
ha ufficialmente informato la popolazione del riconoscimento dello stato di
emergenza, avvenuto, in modo immediato, con il decreto del Presidente del
Consiglio dei ministri del 22 settembre 2006 e con il quale viene confermato il
massimo impegno del Governo per il superamento delle difficoltà manifestate
dagli imprenditori e dall'intera popolazione.
Si fa presente, infine, che è in corso di ultimazione l'ordinanza di Protezione
civile relativa ai primi interventi urgenti per fronteggiare l'emergenza, che
verrà firmata quanto prima dal Presidente del Consiglio dei ministri.
PRESIDENTE. Il deputato Maderloni ha facoltà di replicare.
CLAUDIO MADERLONI. Signor Presidente, i deputati marchigiani sono presenti
in quest'aula (mi riferisco agli onorevoli Ciccioli e Cesini) per sottolineare
con forza questa richiesta, che ci sta molto a cuore.
La situazione che lei ha descritto, signor sottosegretario, è quella che ho
evidenziato anch'io. Siamo d'accordo, ma speriamo che non passi troppo tempo,
poiché vi è l'esigenza che le nostre amministrazioni comunali, la provincia e la
regione dispongano di elementi certi per aiutare, in primo luogo, quelle imprese
che, in questi giorni, fanno di tutto per ripulire i propri locali e cercare di
riprendere l'attività. Esse hanno rappresentato, attraverso le loro
organizzazioni di categoria, la necessità di avere certezze in tempi celeri.
Sono dunque soddisfatto perché ho capito l'impostazione e la rapidità data dal
Governo, ma ancora una volta le chiediamo rapidità e certezza riguardo alla
questione economica affinché la zona possa tornare a rivivere.