Mag 20

Questo appello non è fatto per creare contrasti, ma piuttosto per cementare un’unione di intenti.Ottavio Herbstritt

Ottavio Herbstritt (primo firmatario)

 

Care compagne e cari compagni,
abbiamo intrapreso il nostro cammino considerando SEL come un punto di partenza e non di arrivo, con la costante intenzione di chiamare in causa tutte le donne e gli uomini che vogliono far parte del grande vento del cambiamento, senza chiudere alcuno spazio.
Abbiamo detto che ci sentivamo un po’ tutti “indignati” perchè tanti giovani che non provenivano da realtà di partito avevano e hanno puntato il dito contro Wall Street e contro lo strapotere finanziario avendo il coraggio di metterci la faccia, sostenuto con forza i movimenti per i beni comuni per dare una risposta alle grandi domande del domani.
E ultimo, ma non meno importante, abbiamo gridato a gran voce che c’è bisogno di un’Europa politica, federalista, come voleva Spinelli; un’Europa che punti di più sul Welfare, che tuteli le fasce deboli e non quella di Maastricht, che di fatto ha sancito solo quella monetaria.
Dobbiamo essere consapevoli per costruire consapevolezza (e questo dovrebbe essere il nostro slogan), mentre qui in Italia e non solo, in preda alla disperazione e confusione ci sentiamo sempre più distanti dalle istituzioni e nel frattempo le politiche di austerità fiscale ci stanno mettendo in ginocchio: equilibrio di bilancio in costituzione (mod.art.81), IMU, riforma del mercato del lavoro, IVA al 23% a Settembre.
Queste scelte non sono la causa, sono la conseguenza della globalizzazione e del capitalismo finanziario: il capitalismo senza lavoro.

Di fronte a tutto questo, pensare globale e agire locale non diventa una possibilità, è un dovere di chi fa politica. Conoscere la complessità dei fenomeni per tradurli in linguaggio semplice, capire che una questione è conseguenza dell’altra.
In Italia abbiamo proposto,purtroppo senza essere ascoltati, una patrimoniale, il taglio delle spese militari, di tassare e colpire i redditi alti; ma tutto questo non sarebbe comunque sufficiente a uscire dalla crisi, continuerà ad esserci se non cambieremo come minimo l’Europa.
Per costruire l’alternativa infatti abbiamo bisogno di scelte forti, dalla lotta alla speculazione finanziaria al cambiamento di statuto della BCE. Continua a leggere

Mag 14

di Rossana Rossanda – Gallino sul conflitto capitale/lavoro

27/04/2012

Gallino sul conflitto capitale/lavoro

Con un titolo provocatorio, parole che le ex sinistre italiane non hanno il coraggio di pronunciare, Luciano Gallino ha chiamato il suo ultimo libro La lotta di classe dopo la lotta di classe (Laterza, pp. 212, euro 18). Quante volte sentiamo dire «la lotta di classe» non c’è più? Non esistono più le classi sociali? Non ci sono più una destra e una sinistra? Dov’è oggi l’operaio? A che servono i sindacati? Come si può pretendere oggi un posto fisso per la vita? E poi, che noia il posto fisso!». Eccetera. E da queste asseverazioni parte Gallino nel dare al suo lavoro la forma di un’ampia intervista alla sociologa Paola Borgna, definendole come sciocchezze, ideologia, falsa coscienza della società. Mai infatti il capitale ha messo al lavoro tanti milioni di persone come oggi con l’estensione dell’economia mondializzata. Mai come oggi l’innovazione tecnologica ha permesso di ridurre il lavoro degli uomini su ogni segmento del produrre, aumentandone la produttività, non già per liberare il lavoratore dalla fatica ma per ridurne il costo al produttore. Mai la tecnologia della comunicazione gli ha permesso come ora di conoscere in tempo reale dove si trovano le forze di lavoro il cui costo è più basso. Mai come ora, organizzate in megafusioni e saltando da investimenti in produzione a quelli sulla finanza e viceversa, i mezzi di cui dispone gli permettono di spostarsi dove la forza di lavoro costa meno, lasciando a terra la manodopera di cui aveva bisogno per esempio in Europa, dove i lavoratori avevano conquistato da un secolo salari e diritti maggiori. Continua a leggere

Mag 06

La sinistra che vince

domenica 06 maggio 2012

 

La sinistra che vince

La sinistra che difende l’Europa sociale, l’Europa dei diritti e del welfare, vince ovunque.La sinistra che sventola la bandiera del liberismo e del rigorismo viene travolta.

Festeggiamo la vittoria di Francois Hollande come l’inizio di un rivolgimento che puo’ e deve cambiare radicalmente il volto del nostro Continente.

E’ arrivato il momento di mettere la parola fine ad un’Europa della destra segnata da egoismo, da precarieta’, dalla paura.

Nichi Vendola

Mag 03

Comunicato stampa di Antonio Balestra

Amministrative 2012 JESI: Antonio Balestra (Sel) su Bacci, “Rinnovamento? Ma non sarà mica Trasformismo!”

Così Massimo Bacci rappresenta Il Rinnovamento, che bello, che novità! Jesi ha visto molte cose, ma il Rinnovamento mai. Come il Rinascimento, dopo tanto Medio Evo, arriva il Rinnovamento. Sarebbe bello poi sapere da cosa occorre rinnovare: forse da trenta anni di giunte di sinistra che hanno fatto tanto male alla città ?

Forse da quel percorso politico che ha dato alla nostra città sindaci come Cascia, Fava, Girolimini e Polita?

Ma chissà cosa pensava chi vuole “rinnovare” quando, proprio da parte di quei sindaci che hanno “distrutto” Jesi, accettava incarichi, presidente di ProgettoJesi, la più importante municipalizzata di proprietà del Comune, o la vicepresidenza del Consorzio Zipa ? Forse in quel momento pensava che andava tutto bene, che forse quei distruttori stavano scegliendo il merito e non i soliti noti e, forse, in quel momento non governavano poi tanto male. Continua a leggere