gen 26

cambio di poteri in Consiglio comunale di Chiaravalle

Gli assessori li decidono i consiglieri comunali e non è più prerogativa dei Sindaci come previsto dalla legge.
Questa è la novità di quanto accaduto nell’ultimo consiglio a Chiaravalle.Una parte della maggioranza di centrosinistra, con i voti della destra, ha deciso che un assessore deve andarsene perché non gradito. La legge che indica gli assessori come collaboratori del Sindaco, è stata annullata.

La nomina degli Assessori non è di competenza del Consiglio,.ma i consiglieri comunali hanno una carta fondamentale, il voto in consiglio e nelle commissioni consiliari sugli atti aministrativi.  

I compiti del consiglio sono quelli di indirizzo e di controllo.

Sono loro che determinano l’indirizzo dell’Ente esono loro che  approvano il bilancio e scelgono gli investimenti da fare. Se c’è qualche Assessore o lo stesso  Sindaco che non concorda con quanto indicato dalla maggioranza del  consiglio comunale  può scegliere di andarsene, ma certamente non può obbligare il Consiglio a scelte diverse dalla loro volontà.

Ecco perchè quanto ascritto in questi giorni è del tutto gratuito e serve solo per nascondere le vere motivazioni della crisi comunale del nostro Comune, che sono motivazioni politiche e che probalbimente risalgono alla scelta fatta dalle forze politiche che hanno dato vita a questa alleanza  emarginanda la sinistra. Sinistra che ha raccolto circa in quarto dell’elettorato. Continua a leggere

dic 22

Chiaravalle….altro che intrallazzi?!

Chiaravalle….altro che  intrallazzi?!

Non rispondere dopo il secondo articolo sembra un’ammissione di colpevolezza,  dunque è bene chiarire nella speranza che si ritenga utile pubblicare la mia risposta.

Il capogruppo PDL Gianluca Fenucci, intervenuto in consiglio,  ricama su una ipotesi di fantasia e, come Berlusconi, paventa complotti comunisti.

Tralascio  l’inciso sulle affinità con le ultime “uscite” di Berlusconi ed entro nel vivo della questione.

Nell’incontro organizzato dai circoli di Chiaravalle di SEL e Rifondazione Comunista abbiamo discusso nel merito dei documenti ufficiali evitando di basarci su chiacchiere di corridoio; documenti che producono atti ufficiali che incidono nella vita amministrativa del Comune e, di conseguenza, condizionano la vita dei cittadini.

C’è stato chi ha applaudito all’iniziativa dei sei consiglieri del PD che chiedevano le dimissioni di un assessore e chi, come noi, si è domandato quale atto amministrativo veniva censurato tanto da chiedere le dimissioni di un assessore.

Questa è la differenza.

Il documento firmato da nove consiglieri riporta  “ rilevato :che tutte le interrogazioni e mozioni presentate dalle opposizioni hanno per la stragrande maggioranza  riguardato esclusivamente le strategie operative del vice sindaco …  “, Già questo non solo non è corretto ma è anche fortemente riduttivo ed offensivo  rispetto all’impegno del gruppo di opposizione della sinistra .

Non potendo qui citarle tutte, ne sottolineo alcune: la questione della quadrilatero, il contesto della fiera e la situazione della manifattura, le battaglie in commissione e in consiglio contro le tante lottizzazione (come quella della trasformazione di un’area da bosco urbano ad edificabile), il completamente del piano programma, le iniziative concernenti la frazione di Grancetta dove  il nostro gruppo ha presentato perfino un documento alternativo, la necessità che l’area ex cinema diventi il vero cuore di Chiaravalle,l’impegno per mettere a disposizione dei ragazzi un pullman  il sabato sera, le tante proposte sulla valorizzazione del centro, la questione della manutenzione dei fossi, le interpellanze sulla discarica e contro ulteriori risarcimenti ai proprietari dell’area,   le proposte sul bilancio di previsione, sulla scuola, sulla cultura …  Ci si dimentica che  il gruppo Sinistra Arcobaleno ha chiesto la sostituzione del Presidente della seconda commissione?

E’ pertanto palese che la nostra attività si è rivolta a tutta l’Amministrazione Comunale.

Altro che  intrallazzi?!

Nell’assemblea di domenica scorsa si è pure evidenziato che durante il mandato di questa amministrazione non si sono mai avute votazioni contrarie da parte di singoli assessori come pure non si sono avute da parte dei consiglieri di maggioranza neanche nei lavori delle commissioni.

Per ultimo ci siamo chiesti con quali mezzi un assessore può impedire a nove consiglieri della maggioranza  di esercitare il loro diritto- dovere di svolgere compiutamente la loro attività. Ricordo che tra i firmatari ci sono due presidenti di commissione e  un presidente del consiglio; in alcune commissioni questi hanno la maggioranza relativa.

Visto, quindi, che la questione non è legata ad un assessore  e che la posta in gioco è alta (si parla di elezioni anticipate e di commissariamento) noi auspichiamo una inversione di tendenza a partire dalle ragioni che hanno tenuto la sinistra fuori dal governo cittadino.

On. Claudio Maderloni

Chiaravalle 30.11.2011

ott 28

L’INTERVISTA Vendola: noi e il Pd in un nuovo soggetto

«Basta etichette stantie: anch'io voglio allargare all'Udc e so
che il vecchio welfare non regge»
ROMA - Vendola, che insegnamento dovrebbe trarre il centrosinistra
dal voto?
«Alle Amministrative ha vinto una spinta anti-oligarchica, che si era già
affacciata nello straordinario processo democratico delle primarie e ha
restituito vitalità e anima alla proposta politica del centrosinistra. E ha
perso il politicismo che domina soprattutto nei palazzi».
A che cosa si riferisce?
«A quei ragionamenti astratti sulle formule magiche della vittoria: si
vince al centro, il moderatismo è la chiave di volta, ecc. Ciascuno di noi
dovrebbe cimentarsi con il futuro invece che con il passato. Lo dico con
affetto ai leader del Pd: c'è qualcosa di stantio, c'è puzza di naftalina nell'uso disinvolto delle
etichette ideologiche con cui reciprocamente ci chiamiamo... Radicale, riformista, moderato...
Rompiamo con il retaggio delle nostre biografie e mettiamoci tutti quanti in mare aperto, a guardare
la scena nuova della politica perché c'è una scena nuova della società».
Vendola, pare di capire che lei stia prefigurando la nascita di nuova sinistra tutta unita.
«Io non ho ricette già pronte, però dico con umiltà ai miei compagni, a quelli del Pd, e a tutti gli
alleati: prendiamo il coraggio di affrontare l'inadeguatezza della forma partito, andiamo in campo
aperto. E questo vale per tutti, a cominciare dal mio movimento, Sel: al congresso fondativo abbiamo
detto che il nostro obiettivo non era tanto far nascere un partito quanto riaprire una partita. Noi non
dobbiamo recuperare lo spazio residuo che fu della sinistra radicale. Sarebbe come scrivere vecchi
copioni: il nostro compito invece è quello di rimescolare le carte insieme a tanti altri e altre».
Ma crede veramente che Bersani e il Pd accetteranno la sua proposta?
«Nel Pd si è aperta una discussione molto interessante. Bettini propone la creazione di un nuovo
soggetto unitario. Latorre invita noi e il Pd a essere i cofondatori di un nuovo partito. Il presidente
della Toscana Rossi ipotizza una lista unitaria di Sel, Idv e Pd. Sono tutti ragionamenti incoraggianti.
Finalmente c'è un'altra idea della politica. Nel cantiere dell'alternativa non distribuiamo le magliette
con i colori delle squadre, ma apriamo piuttosto le porte anche a tanti altri che non vengono dai
partiti e che portano, competenze, esperienze di vita, ricchezza di cultura. E in quel cantiere, insieme
agli altri, proviamo a farci le domande giuste e a darci le risposte giuste: non è forse questo il
programma dell'alternativa?».
Insomma, secondo lei il Pd, Sel, i partiti del centrosinistra sono pronti sul serio a compiere
questo passo.
«Perché no? È accaduto che parte rilevante della cultura riformista italiana e del Pd, che aveva
militato nella trincea dell'energia nucleare, abbia rapidamente ripiegato le proprie bandiere, è
accaduta la stessa cosa sul tema dell'acqua di cui molti propugnavano la privatizzazione. E non
voglio fare un discorso provocatorio: anche la sinistra radicale deve accorgersi, per esempio, che non
si può tenere in piedi il vecchio welfare. Oggi siamo tutti quanti chiamati a metterci in gioco».
Niki Vendola
ott 28

Incontro con Vendola

Incontro con Vendola domenica 31 luglio.
Organizzata da “Il Fatto Quotidiano” l’iniziativa di domenica 31 luglio a Fermo è stato
un appuntamento semplicemente  straordinario.
Dell’iniziativa se ne parla in molti giornali, chi vorrà potrà leggerlo, ed io vorrei
sottolineare un fatto che mi è accaduto a margine dell’iniziativa, del quale voglio
ringraziare Sandra Amurri.
Ero seduto tranquillamente in attesa del dibattito quando saluto la mia amica  Sandra
Amurri  che doveva coordinare il dibattito; Lei insiste perché io saluti Nichi Vendola e
l’Onorevole Latorre che si trovano sotto il palco in attesa dell’inizio del dibattito.
E’ Lei che mi accompagna e nel tragitto mi presenta anche  alla giornalista Lucia
Annunziata, altra partecipante al dibattito. Quando arriviamo sotto il palco Vendola si
era allontanato per rilasciare una intervista ed io ho iniziato  la conversazione con
Nicola Latorre, che avevo conosciuto alla Camera dei Deputati ,mentre Sandra si
allontana per riceve gli altri ospiti.
 Conosco il pensiero di Latorre che vede  un progetto dove SEL sia  protagonista della
sinistra; per questo mi sono permesso di fare alcune considerazioni sulla situazione
marchigiana, sul Partito Democratico  regionale e quanto stava accadendo ad Ancona.
Mentre conversavo con Nicola Latorre è arrivato Vendola che è  intervenuto nella
nostra fugace conversazione e in
particolare  sulla  necessità di
avere un soggetto molto più
ampio di quello di SEL che fosse
un “soggetto grande, inclusivo,
ampio”.
Gli ho detto che sin dalla festa
di Sinistra e libertà di Napoli mi
aveva convinto e che avevo fatto
bene a prendere una strada
diversa anche se non tutte le
questioni stavano andando per il
verso giusto.
Non c’è necessità che vada oltre sulla nostra conversazione, resta una questione
personale, condivido quando detto dal palco che è cosa di opinione pubblica. Voglio
sottolineare solo quella parte del suo intervento che parlava di se stesso e delle sue
angosce. “ come si può negare ad un uomo di 53 anni la felicità di esprimere  i
sentimenti nei confronti del compagno che ha accanto”.
Grazie Sandra per aver insistito anche perché sino ad oggi mi era stata negata questa
possibilità.
Claudio