74° anniversario – 22 marzo 1944 – eccidio di MONTALTO – 25 marzo 2018

Saluto le donne e gli  uomini presenti, le Autorità civili e militari, le amministrazioni comunali, le associazioni, i partiti politici, le organizzazioni sindacali, le ANPI e i partigiani.

Se vogliamo onorare il sacrificio di quei giovani morti a Montalto, l’unico riconoscimento vero è “applicare la nostra Costituzione” che è stata scritta anche su questi monti, come disse Calamandrei.

Ci sono terremoti che distruggono territori, creano lutti, sconvolgono le famiglie e le comunità:  fanno sparire le nostre case e i nostri ritrovi; cancellano strutture antiche che alimentavano la nostra memoria, strutture che ci riportavano alle nostre radici, supporti delle nostre culture; scompaiono edifici come scuole, teatri, biblioteche, circoli ricreativi che servono alla nostra ricchezza culturale, ma anche strutture che sono preposte alla cura, ospedali e luoghi di cura che ospitano i nostri anziani, poliambulatori, strutture sportive e del tempo di vita di tutti i giorni, campi sportivi, palestre, cinema, teatro,  spazi verdi … ritrovi di generazioni e legami delle  comunità.

Poi ci sono terremoti che sconvolgono le menti, colpiscono gli animi.

Non riusciamo ad accettare l’idea che non riusciremo a vedere ricostruite le nostre città in tempi brevi.

Il tempo dell’anima scorre in modo diverso rispetto a quello della ricostruzione.

Poi sopravviene la paura di vedere sparire le risorse in mille rivoli, la paura che non si riuscirà a tenere a freno quanti voglio arraffare e prevaricare. La paura che in questi luoghi non tornerà la vita. E capita che fatti di cronaca rafforzano queste paure, quindi dobbiamo essere attenti, dobbiamo controllare, dobbiamo partecipare alla vita democratica delle nostre città.

Noi crediamo nella vitalità degli enti locali che sono il basamento della democrazia, impianto indispensabile per la nostra repubblica democratica, baluardo essenziale dell’antifascismo (come abbiamo intitolato l’iniziativa svolta venerdì scorso a Siena alla presenza di tanti rappresentati delle istituzioni sindaci assessori consiglieri comunali di tutta Italia).

In occasione del settantesimo anniversario dell’entrata in vigore della Costituzione e davanti a episodi crescenti di xenofobia, razzismo e fascismo, a episodi di violenza cieca, così come accaduto anche in questo territorio contro persone inermi, si impone una riflessione concreta sulla necessità dell’applicazione della carta fondamentale che la lotta al fascismo prima, la Resistenza e la Costituente dopo, ci ha dato.

E’ il colore della pelle che ci divide o il mancato adempimento di quel compito che la Costituzione assegna e cioè quello di rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che limitano la libertà e l’uguaglianza dei cittadini?

Sentiamo spesso imprecare contro quelli  che “ci rubano il lavoro” e non contro  chi non promuove le condizioni che rendano effettivo il diritto al lavoro; questo sarebbe lo strumento necessario alla ricchezza morale e materiale degli individui.

La tutela della propria privacy ma anche, in senso più ampio, la tutela dei nostri gusti, curiosità, aspirazioni, aspettative,  non sempre è garantita. I nostri orientamenti sono tradotti in algoritmi, in dati  che vengono venduti, mercificati e utilizzati per orientare le espressioni di voto. Così ci troviamo eletti rappresentanti che guardano più alla pancia dell’elettorato che alle necessità reali della popolazione.

La libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione sono inviolabili  come scritto nella Costituzione, perché nei venti anni di fascismo questo era negato.

Ogni cittadini può circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio e nessuna restrizione può essere determinata per ragioni politiche, ed anche questo era vietato nei venti anni di fascismo. I terribili tribunali speciali e le commissioni provinciali nominati dal regime, condannarono tanti antifascisti al carcere e al confino per lunghi anni.

Il domicilio è inviolabile  perché in quei venti anni le abitazioni come quelle della mia famiglia e di tanti antifascisti, sono state sistematicamente violate dalla polizia politica fascista.

Con le «Leggi speciali per la difesa dello Stato», del 6 novembre 1926, il regime fascista estese l’istituto dell’ammonizione ai politici.

Tutte le religioni sono egualmente libere davanti alla legge, in antitesi alla legge sulla razza,  di cui ricorre l’ottantesimo anno dalla vergogna, legge che fu il preludio all’invio di tante donne, uomini, bambini e anziani, di tante religione nei campi di concentramento.

E’ la Costituzione lo strumento fondamentale, lo strumento che dobbiamo utilizzare.

“Sorprende sentir dire, ancora oggi, da qualche parte, che il fascismo ebbe alcuni meriti ma fece due gravi errori: le leggi razziali e l’entrata in guerra. Si tratta di un’affermazione gravemente sbagliata e inaccettabile, da respingere con fermezza”. Così si è espresso il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, celebrando il Giorno della memoria.

E,  sempre il capo dello Stato:  ”razzismo e guerra non furono deviazioni o episodi rispetto al suo modo di pensare, ma diretta e inevitabile conseguenza. Volontà di dominio e di conquista, esaltazione della violenza retorica bellicistica, sopraffazione e autoritarismo, supremazia razziale, intervento in guerra contro uno schieramento che sembrava prossimo alla sconfitta, furono diverse facce dello stesso prisma”.

Ecco, l’essere antifascista continua con le parole del Presidente della Repubblica a dare un senso, una speranza per il nostro futuro. Un insegnamento, quella della Resistenza e dell’antifascismo, che continua a contrassegnare la vita democratica della nostra repubblica.

Questo è il senso della nostra presenza in questa piazza, come presenti saremo in tante altri parti dell’Italia,   a Pozza e Umito,  a Montemonacoe Montalto a Monteccassiano come ad Arcevia a  Ostra e Sant’Anna di Stazzema, a Fossoli  e Alfonsine ma anche a Cefalonia, in Grecia e in tanti altri luoghi lontani dove sono morti tanti giovani,  luoghi che non possiamo dimenticare per quanto hanno dato alla liberazione dal nazifascismo.

Ma vogliamo ricordare Salvatore, Umberto, Luigi, Mario, Audio,  Ennio, Maria, Clarice, Umberto,Rosa, Gianni e tante e tanti altri che con la loro scelta   e con il loro sacrificio, ci hanno consegnato questa libertà. Non tradiremo questo insegnamento e questo impegno che sarà nostro ogni giorno, contro  tutti i fascismi, tutti i razzismi, i bullismi,  gli atti di soprafazione.

viva la Costituzione, viva la Resistenza, onore ai caduti di Montalto.

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