apr 09

Ragionando sul fascismo

di  Ferdinando Pappalardo   

Le interpretazioni. Il regime e l’ideologia. La nascita del Msi. Ordine Nuovo, Avanguardia Nazionale, Terza Posizione. NATO e servizi segreti. Alleanza Nazionale: la metamorfosi. Fiamma Tricolore, Forza Nuova, CasaPound. Il neofascismo come agente provocatore. Imparare a distinguere il fascismo, comunque camuffato, e a combatterlo senza tregua

In un passaggio del suo più recente libro, intitolato “I nuovi volti del fascismo”, Enzo Traverso segnala l’abuso che in Francia si fa nel discorso pubblico della parola «fascismo», cui troppo frequentemente si ricorre per fini polemici e di denigrazione dell’avversario politico, oppure per qualificare fenomeni e processi che non sopportano di essere sbrigativamente etichettati, e che richiedono altre categorie di analisi e d’interpretazione. Da noi avviene l’opposto. La parola fascismo è usata con grande parsimonia, quasi con imbarazzo, ed è comunque sempre strettamente riferita a un regime che si vuole morto e sepolto, e il cui ricordo si preferisce rimuovere.

Questa rimozione non è però dettata dalla vergogna, dal senso di colpa; anzi, è da tempo in atto il tentativo di minimizzare le responsabilità storiche della dittatura fascista, o ‒ peggio ancora ‒ di rivalutarne l’operato. Il leader di un importante partito (che pure si proclama democratico e liberale) ha affermato che il fascismo, a differenza del nazismo, in fondo non ha ucciso nessuno (cancellando con un sol colpo di spugna la memoria di don Minzoni, di Matteotti, di Piero Gobetti, di Giovanni Amendola, dei fratelli Rosselli, di Gramsci, per limitarci ai nomi più noti); e una personalità molto in vista di un movimento politico che si distingue per le sue professioni di fede nella democrazia diretta ha dichiarato che al regime fascista dovevano essere riconosciuti Continua a leggere