gen 01

Di MARISA SARACINELLI Presentazione del libro “Raffaele Maderloni. Ricordi 1923 -1944”

Chi conosceva Marisa Saracinelli sa con quanta scrupolosità preparava i suoi interventi. Questa è la trascrizione fedele del suo intervento che mi lasciò dopo l’iniziativa. Non la ringrazierò mai a sufficienza per quanto mi ha insegnato.

Di MARISA SARACINELLI

Presentazione del libro “Raffaele Maderloni. Ricordi 1923 -1944”

Jesi   – Associazione / Istituto Antonio Gramsci

 

 

 

 

Prima di entrare nel merito del libro, che oggi viene presentato, ritengo opportuno fare qualche rapida considerazione sul valore dell’autobiografia (su cui per altro esiste una vasta letteratura) e quindi sulla memoria.

L’autobiografia è di per sé legata alla soggettività e solo in tempi relativamente recenti essa è entrata nella storia, ne è diventata una fonte legittima. Continua a leggere

set 09

Cofferati: il Pd sostenga i referendum anti-Fornero

Cofferati: il Pd sostenga i referendum anti-Fornero

Pubblicato da: il 08 settembre 2012 alle 02:13
Cofferati: il Pd sostenga i referendum anti-Fornero

Lo sapeva, Sergio Cofferati, che sarebbe finita così. Se gli chiedi se a dieci anni dalla piazza del Circo Massimo, dall’oceanica manifestazione in difesa dell’art. 18, Sergio Cofferati, allora segretario della Cgil e oggi europarlamentare del Partito Democratico, si sarebbe aspettato di dover tornare a difendere lo stesso identico punto, lui confessa: «l’avevo messo in conto. Perché era già all’epoca evidente che esisteva un’avversità ideologica ai diritti che erano maturati nel mondo del lavoro». Altro che  ”ce lo chiede l’Europa”, dunque. Altro che emergenza: era tutto già scritto. I referendum convocati dall’Italia dei Valori, per ripristinare l’art.18 e il contratto nazionale, a cui hanno aderito Nichi Vendola, la Federazione della sinistra, i Verdi e – ovviamente – la Fiom, «ci ricordano intanto che non è un caso se siamo arrivati a questo punto».

Onorevole non la stupisce quindi dover tornare a difendere ancora l’art. 18? Continua a leggere

ago 27

Ciao Sandro

Sabato 25 agosto 2012-08-27

Oggi è un giorno triste Sandro è morto.

Ho conosciuto Sandro più di quarant’anni fa, eravamo molto giovani, appena diciottenni. Il suo primo impegno politico importante,  a casa aveva detto che sarebbe andato al cinema.

A  me avevano detto “ viene con noi un ragazzo del Nautico, lo passi a prendere tu, abita  sopra Piazza del Papa”. Da quel giorno le nostre strade si sono sempre incrociate e per molti tratti unite.

Abitava e viveva al centro di Ancona, anche durante la permanenza all’Hotel  Jolly dopo il terremoto. Al centro aveva i suoi amici, quelli di Piazza Cavour, ma Sandro ovunque andasse era ben accolto e gli amici se li faceva sempre.

Sandro era di casa anche  Vallemiano ed era l’unico che non aveva soggezione di mio padre.

Si imbarcò sulle navi mercantili. Stava fuori mesi e poi al ritorno ci raccontava dei luoghi e, soprattutto,  del duro lavoro. La lontananza gli pesava moltissimo. Continua a leggere

ago 07

INTERVISTA A STEFANO RODOTA’ Pubblicato il 7 agosto 2012

«Rispetto all’agenda Monti la direzione indicata da Bersani è un’altra. È un punto di avvio per mettere a fuoco i soggetti i temi e le gerarchie»

«Dalla Carta d’intenti i cardini di una politica costituzionale»
di Andrea Carugati

«Il centrosinistra era diventato un campo di Agramante: troppe divisioni, troppa confusione impedivano di riconoscere in quello schieramento un luogo significativo della politica. Per questo il nuovo rapporto tra Pd e Sel è una novità importante, una scelta che fa chiarezza anche nei confronti dell’opinione pubblica. E che non si può giudicare con le categorie psicologiche del tradimento o dell’abbandono», spiega Stefano Rodotà, professore emerito di Diritto civile alla Sapienza, già presidente dell’Autorità garante della privacy.
Dunque ritiene che l’uscita di Di Pietro sia un fatto positivo?
«La cosiddetta “foto di Vasto” era un’entità irrisolta, contestata da più parti anche dentro lo stesso Pd, che non consentiva di fare passi politici significativi, di costruire un’agenda di governo dei progressisti. È indubitabile che, dopo il successo di Grillo alle amministrative, Di Pietro abbia fatto una scelta totalmente populista, per paura di perdere una quota consistente del suo elettorato. Una operazione che ha trovato il suo apice nell’inaccettabile aggressione al Quirinale».
Il nuovo schema Pd-Sel si può considerare risolutivo? Continua a leggere