Ago 07

INTERVISTA A STEFANO RODOTA’ Pubblicato il 7 agosto 2012

«Rispetto all’agenda Monti la direzione indicata da Bersani è un’altra. È un punto di avvio per mettere a fuoco i soggetti i temi e le gerarchie»

«Dalla Carta d’intenti i cardini di una politica costituzionale»
di Andrea Carugati

«Il centrosinistra era diventato un campo di Agramante: troppe divisioni, troppa confusione impedivano di riconoscere in quello schieramento un luogo significativo della politica. Per questo il nuovo rapporto tra Pd e Sel è una novità importante, una scelta che fa chiarezza anche nei confronti dell’opinione pubblica. E che non si può giudicare con le categorie psicologiche del tradimento o dell’abbandono», spiega Stefano Rodotà, professore emerito di Diritto civile alla Sapienza, già presidente dell’Autorità garante della privacy.
Dunque ritiene che l’uscita di Di Pietro sia un fatto positivo?
«La cosiddetta “foto di Vasto” era un’entità irrisolta, contestata da più parti anche dentro lo stesso Pd, che non consentiva di fare passi politici significativi, di costruire un’agenda di governo dei progressisti. È indubitabile che, dopo il successo di Grillo alle amministrative, Di Pietro abbia fatto una scelta totalmente populista, per paura di perdere una quota consistente del suo elettorato. Una operazione che ha trovato il suo apice nell’inaccettabile aggressione al Quirinale».
Il nuovo schema Pd-Sel si può considerare risolutivo? Continua a leggere

Ago 01

A leggere un atto amministrativo con gli occhi del semplice cittadino ci si accorge del dispotismo che può esercitare un’amministrazione pubblica nei confronti del proprio amministrato.

Certi atti non ti fanno sentire un cittadino ma un suddito.

E’ il caso del decreto della Regione Marche di cui mi sono imbattuto ieri., decreto n. 115/AGC_GPR del 04/07/2012 che pomposamente annuncia  “…Decreta di dare avviso che le designazioni da effettuare da parte della Giunta regionale, ai sensi della legge regionale n.34/1996 relative a ’norme per le nomine e designazioni di spettanza della Regione’ sono le seguenti:…………..”

Qualsiasi cittadino è portato a considerare che si tratta di un atto pubblico adottato nel rispetto del principio della trasparenza ed imparzialità (obbligo per la pubblica amministrazione).

 

Nulla di più sbagliato, alla fine si accorgerà di come un’amministrazione pubblica  possa prendersi gioco delle persone.

 

Di che cosa sto parlando? Continua a leggere

Giu 28

HO ADERITO ALL“ASSOCIAZIONE 2 GIUGNO”

 

Quest’anno non rinnoveremo l’adesione a Sinistra Ecologia Libertà (SEL), avviando a conclusione un’appartenenza che da tempo viviamo con crescente disagio.

         Non siamo indotti da motivazioni di carattere nazionale.

Anzi, spesso le prese di posizione pubbliche del compagno Nichi Vendola e di altri dirigenti nazionali ci hanno convinto e sono state da noi condivise pienamente. Questo ci ha permesso di “resistere” e di restare in SEL, fino ad oggi.

 

Mentre scriviamo questa nota, le dichiarazioni di Nichi Vendola durante e dopo il convegno della Fiom del 9 giugno, ci confortano. Le sue parole suonano per noi a conferma di una prospettiva che impegna SEL:

– a “lavorare insieme alle altre forze di centrosinistra per mettere in campo una alternativa vincente”;

– a “unire le nostre passioni e idee per rilanciare l’Italia in un’Europa che ha un drammatico bisogno di sinistra”;

– a non “replicare gli spettacoli molto tristi del passato governo, di un centrosinistra permanentemente rissoso e incapace di esprimersi come classe dirigente con un progetto forte”,

– a spronare tutti i soggetti politici di centrosinistra ad “avere il coraggio di uscire dalla logica autoconservativa dei partiti così come sono”;

– a indicare la prospettiva “all’indomani delle elezioni” di “affrontare il tema del soggetto politico del futuro” quale “luogo dell’agire collettivo legato alla cultura progressista”. E ciò sia “dentro le istituzioni”, ossia sperimentando “in Parlamento un’unità più compiuta, delle forti sinergie tra gruppi parlamentari”, che “fuori di esse”, perchè “il problema non è la fusione di Pd e Sel. Il punto è la sinistra del futuro. Dovremo lavorare a una grande ricostruzione dei luoghi della sinistra”

(da “Mi candido alle primarie. Dopo il voto, partito unico”, intervista a Nichi Vendola – l’Unità – 10/6/2012, pag. 3).

Se ci fosse stato anche un richiamo alla necessità di collocare SEL, nel contesto dello scenario europeo, all’interno del PSE (cosa già lasciata intendere in altre occasioni dal Responsabile Esteri di SEL, Gennaro Migliore), il quadro sarebbe stato per noi compiutamente soddisfacente. Continua a leggere