apr 03

74° anniversario – 22 marzo 1944 – eccidio di MONTALTO – 25 marzo 2018

Saluto le donne e gli  uomini presenti, le Autorità civili e militari, le amministrazioni comunali, le associazioni, i partiti politici, le organizzazioni sindacali, le ANPI e i partigiani.

Se vogliamo onorare il sacrificio di quei giovani morti a Montalto, l’unico riconoscimento vero è “applicare la nostra Costituzione” che è stata scritta anche su questi monti, come disse Calamandrei.

Ci sono terremoti che distruggono territori, creano lutti, sconvolgono le famiglie e le comunità:  fanno sparire le nostre case e i nostri ritrovi; cancellano strutture antiche che alimentavano la nostra memoria, strutture che ci riportavano alle nostre radici, supporti delle nostre culture; scompaiono edifici come scuole, teatri, biblioteche, circoli ricreativi che servono alla nostra ricchezza culturale, ma anche strutture che sono preposte alla cura, ospedali e luoghi di cura che ospitano i nostri anziani, poliambulatori, strutture sportive e del tempo di vita di tutti i giorni, campi sportivi, palestre, cinema, teatro,  spazi verdi … ritrovi di generazioni e legami delle  comunità.

Poi ci sono terremoti che sconvolgono le menti, colpiscono gli animi.

Non riusciamo ad accettare l’idea che non riusciremo a vedere ricostruite le nostre città in tempi brevi. Continua a leggere

apr 03

Mia figlia ieri sera, commentando una vicenda che sta accadendo a Chiaravalle, mi ha chiesto se non mi sentissi avvilito

In questi giorni vi ho pensato spesso.L'immagine può contenere: 1 persona, con sorriso, barba e primo piano
Ieri sera, guardando le foto appese al muro del circolo ARCI Molinelli (vi sono tante foto dei carri di carnevale realizzati negli anni), mi sono ricordato di un signore della pro-loco che qualche mese fa mi ha domandato con tono burbero che ne sai tu del lavoro che facciamo noi dalle feste ai carri ? Avrei dovuto portarlo al circolo! Lavoravamo tutto l’inverno ed è stato lì che, con le mani gelate, ho imparato a saldare.
E mi sono detto che ho qualcosa da scrivervi.
Il mio essere antifascista viene da lontano, non solo da mio padre che fu arrestato la prima volta diciannovenne nel 1926. Mio padre è stato condannato dal tribunale speciale, ha subito anni di carcere e di confino. Poi è stato artefice della resistenza anconetana e volontario del Corpo di Liberazione Nazionale. Il mio essere antifascista viene anche da mia madre. Quando per lunghi venti anni i fascisti entravano spadroneggiando nella loro abitazione c’era lei a fronteggiare la situazione; poi sono venuti le visite in carcere e al confino, i lunghi tragitti durante la resistenza per incontrare il marito. Mia madre nascondeva il materiale sovversivo addosso e girava per l’ltalia; ha partecipato alla manifestazione delle donne nel marzo 43. Era lei che provvedeva, anche economicamente, alla famiglia! Mia madre ci raccontava di quando, incinta di mio fratello, non poteva dire che aveva incontrato il marito perché era in clandestinità. Lei era fiera e battagliera, aveva un grande senso di appartenenza!     Mia madre è stata una straordinaria protagonista dell’antifascismo.
Mia figlia ieri sera, commentando una vicenda che sta accadendo a Chiaravalle, mi ha chiesto se non mi sentissi avvilito. Le ho ricordato due episodi che mi fanno voler bene ai chiaravallesi:
-alle elezioni regionali del 2005, con buona parte del locale quadro dirigente politico contrario alla mia candidatura, ho ottenuto 897 preferenze. Una cifra altissima, mai raggiunta da altri; complessivamente, in tutta la provincia, sono state 4971 ed è per questo che sono stato candidato al Parlamento;
- l’altro riguarda la mia candidatura a Sindaco con la Sinistra Arcobaleno nel 2008. Quello stesso giorno si votava per il rinnovo del parlamento e per le amministrative: per il parlamento la lista ha ottenuto il 6,2%, per le comunali il 23,8%.
I chiaravallesi mi conoscono, io ho grande fiducia in loro, e le menzogne fanno fare pessima figura a chi le dice.>>

nov 18

la mia scelta per il NO alla modifica della Carta Costituzionale

Io voterò NO il 4 dicembre perché non concordo con le modifiche che si vogliono apportare alla nostra Carta costituzionale e non perché le ha proposte Renzi  o la Boschi.

Ieri ho letto una lettera fatta girare su Facebook da un “compagno” (perché per me tale resta) che dice: “Non è un mistero: non votai per Matteo Renzi alle primarie del 2012, quando con Roberto Speranza e Alessandra Moretti guidavo la squadra che lo sconfisse; non votai per lui allo scorso congresso del Pd; non voterò per lui al prossimo congresso. Al referendum del 4 dicembre, invece, voterò ”.

In questa riflessione sta la confusione di questo referendum: confuse le idee, confuse le motivazioni, confuso  il testo.

Ecco, qui è la contraddizione di chi ci costringe a votare partendo dalla obbligatorietà di scegliere tra il Governo e la modifica alla Costituzione. I Governi passano, ce ne saranno di migliori e anche di peggiori, ma la Carta Costituzionale resta come baluardo per tentativi autoritari e per garantire diritti, doveri, uguaglianza …

Non possiamo accettare che ogni Governo, a colpi di maggioranza, possa farsi le proprie leggi, le proprie modifiche costituzionali o le loro leggi elettorali .

“Se non passa lascio la politica” ha detto il Presidente del Consiglio, mentre diversi Ministri del suo Governo hanno rincarato la dose affermando che anche loro se ne andranno.

Questo è il paradosso che gli italiani hanno ora di fronte.

Scegliere di far continuare la strada a questo Governo o farlo cadere è veramente la posta in Continua a leggere

mag 17

Congresso Nazionale A.N.P.I. -Rimini 2016 -intervento di Claudio Maderloni

Care delegate e cari delegati

Condivido molto delle tesi espresse nel documento nazionale a cominciare dall’analisi del contesto internazionale anche se il tema della guerra è da aggiornare perché le realtà mutano in continuazione, ma i potenti del mondo continuano a speculare e a fare affari sulle disgrazie di chi soffre.

Non sta crescendo la voglia di pace né di coesione sociale.

Anzi, sta avanzando sentimenti di insoddisfazione, di preoccupazione e di paura che scuotono ogni singolo individuo, lo testimoniano tante persone comuni che incontriamo quotidianamente al bar, al supermercato, prendendo un autobus, in stazione, in ascensore e anche nelle nostre iniziative.

Paura, disagio, senso di impotenza, solitudine.

Questi sentimenti trasformano le persone in potenziali alleati di quanti disseminano odio, Continua a leggere

gen 01

Di MARISA SARACINELLI Presentazione del libro “Raffaele Maderloni. Ricordi 1923 -1944”

Chi conosceva Marisa Saracinelli sa con quanta scrupolosità preparava i suoi interventi. Questa è la trascrizione fedele del suo intervento che mi lasciò dopo l’iniziativa. Non la ringrazierò mai a sufficienza per quanto mi ha insegnato.

Di MARISA SARACINELLI

Presentazione del libro “Raffaele Maderloni. Ricordi 1923 -1944”

Jesi   – Associazione / Istituto Antonio Gramsci

 

 

 

 

Prima di entrare nel merito del libro, che oggi viene presentato, ritengo opportuno fare qualche rapida considerazione sul valore dell’autobiografia (su cui per altro esiste una vasta letteratura) e quindi sulla memoria.

L’autobiografia è di per sé legata alla soggettività e solo in tempi relativamente recenti essa è entrata nella storia, ne è diventata una fonte legittima. Continua a leggere