18 Aprile 2024

L’Anpi dice sì alla proposta di referendum sull’articolo 18 dello statuto dei lavoratori.

Spiega la segreteria nazionale: “Il Paese oggi più che mai ha bisogno di tutele e garanzie fondamentali per chi lavora. Gli strumenti per ottenere ciò sono molteplici e tutti legittimi, sicché è condivisibile l’obiettivo perseguito dai promotori del referendum”.

Premessa: è stata presentata una proposta di referendum sostanzialmente per il ripristino del testo originario dell’art. 18  e per l’abrogazione dell’art. 8 della legge 13.8.2011 n. 138, soprattutto nella parte in cui si consentono deroghe al contratto collettivo nazionale in virtù di accordi contrattuali di minor livello.

“L’Anpi – si anticipa – non ha bisogno di ricordare che su questi temi si è pronunciata ripetutamente, contro le iniziative legislative di cui oggi si chiede l’abrogazione, ribadendo la propria convinzione che ragioni fondamentali di principio dovrebbero impedire di modificare norme che appartengono da tempo alla struttura ed ai fondamenti del diritto del lavoro, corrispondenti a precisi diritti dei lavoratori, che li hanno conquistati a prezzo di lunghe e dure lotte”.

“Siamo dunque convinti – si aggiunge – che esiste davvero la necessità di tornare alle formulazioni ed ai princìpi originari, tanto più preziosi ora in quanto attraversiamo un momento difficile della vita del nostro Paese; ed è in occasioni e in periodi come questi che vi è più che mai bisogno di tutele e garanzie fondamentali per chi lavora”.

“Gli strumenti per arrivare a risultati positivi sono molteplici e tutti legittimi – si precisa – sicché è condivisibile l’obiettivo perseguito dai promotori del referendum,  per quanto riguarda i due quesiti sopraindicati, così come resta forte la speranza che il governo che uscirà dalle imminenti elezioni possa e sappia intervenire ripristinando quanto è stato tolto ai lavoratori, ai cittadini, al diritto del lavoro”.

“Ovviamente – si sottolinea – l’Anpi non vuole e non può entrare nella diatriba tutta politica sull’opportunità e sull’idoneità, in questa delicata materia, di un referendum, che peraltro dovrebbe tenersi, se ammesso, soltanto nel 2014”.

“Gli iscritti e le organizzazioni periferiche – conclude la Segreteria nazionale dell’Anpi – in piena libertà assumeranno ogni opportuna decisione al riguardo, considerando quanto scritto nel documento approvato dal congresso nazionale del 2011, nel quale si ribadisce l’impegno a respingere ogni tentativo di sovvertire principi e regole che sono previsti a garanzia della libertà e dei diritti dei cittadini e dove ancora si afferma che per garantire una forte stabilità sociale ed economica al Paese occorre attuare pienamente i principi costituzionali in materia di lavoro, cambiando la legislazione vigente che ha ridotto diritti e garanzie per i lavoratori”.