Il 10 giugno si voterà per il rinnovo dell’amministrazione comunale di Chiaravalle.

Tutto nasce con le dimissioni anticipate della seconda giunta Montali.

Breve racconto della storia.

Una parte del gruppo consiliare e della segreteria del PD chiaravallese  aveva chiesto le dimissioni del Vicesindaco (sempre del PD). Poi ci sarà una spaccatura del gruppo di maggioranza che voterà contro la Sindaco e che provocherà  l’espulsione dei componenti (tra cui l’allora segretaria di partito di Chiaravalle) e l’arrivo del commissario prefettizio.

Gli espulsi, daranno vita, con altri partiti che avevano sorretto la giunta Montali, a una lista civica realizzata prevalentemente contro il PD di Chiaravalle  (oggi, molti di questi hanno dato vita ad una lista con gli stessi del PD che fecero cadere).

Noi di Sinistra Ecologia e Libertà nel 2013 a Chiaravalle  proponemmo la stessa alleanza nazionale e cioè dare vita ad una lista denominata  “Chiaravalle. Bene Comune”,  come si era fatto per le elezioni politiche nazionali per le quali si era dato vita alla lista “Italia. Bene Comune” – candidando Luigi Bersani.

Si fanno le primarie tra Damiano Costantini   e Giovanni Brandoni (assessore uscente del PD). Costantini vince le primarie  e poi vincerà anche le elezioni. Prende così il via una amministrazione con quattro assessore del PD e con il gruppo consiliare  denominato “Chiaravalle. Bene Comune”. L’amministrazione,  avvalendosi del documento politico e programmatico che qualificava la lista (documento a mio avviso molto innovativo), da inizio alla storia di questi ultimi cinque anni.

C’è in quel partito chi non ha mai digerito il risultato delle primarie e ha dato il via a un interminabile conflitto che si è aggravato dopo alcune scelte amministrative non gradite. Basta porre attenzione agli argomenti del confitto per capire che il problema vero era la difesa di scelte amministrative passate.

Il PD per quattro anni e mezzo in consiglio comunale ha approvato sempre tutto ed è responsabile in toto della gestione; è stato così anche dopo che aveva dato vita al gruppo consiliare  autonomo e minoritario (perché il grosso del gruppo non aderiva).

Così fino a quando si tenta di far cadere l’amministrazione comunale,  sei mesi prima, l’operazione non riesce perché al PD mancano i numeri (anche perchè  neanche il capogruppo concorda con questa strategia).

Non entro nel merito dei tanti punti del programma portati a compimento e delle tante cose fatte – sono sotto gli occhi di tutti – come non occorre evidenziare la sintonia palpabile di questa amministrazione con i cittadini di Chiaravalle. Questo lavoro lo stanno facendo i candidati della lista “Chiaravalle Domani” che ricandidano Damiano Costantini  a Sindaco. Voglio semplicemente dire che condivido appieno il programma di questa lista perché è il naturale proseguimento di quanto sin qui fatto dall’attuale amministrazione.

E voglio farvi riflettere sul fatto che la grande maggioranza di quanti hanno dato vita a questa lista proviene da quel partito (PD) che non è stato capace di guardare oltre il risultato delle primarie, succube di sistemi ed indirizzi delle passate gestioni della città. Ci sono quelli della sinistra (ex Sinistra Ecologia Libertà e di M.D.P. ecc.) alcuni presenti sin dall’inizio,  altri che in questi ultimi due anni hanno dato il loro sostegno in consiglio comunale per la realizzazione del programma, altri – in prevalenza giovani – che  sono impegnati in movimenti ed associazioni culturali e sociali, che hanno gravitato nel mondo della sinistra compresa  l’orbita di Piazza Mazzini.

“Chiaravalle Domani” è un bel gruppo,  una bella lista, una formidabile  occasione per il futuro di Chiaravalle.  Voterò la lista “Chiaravalle Domani”, Costantini Sindaco.

Tutti dovrebbero ricordare che dopo il 10 giugno vengono l’11 e poi il 12 e così via per tanto tempo.

Bisognerebbe avere sempre uno sguardo rivolto al futuro, avere fiducia, costruire ponti e non muri corrosi da veleni.

Ciò che costruiamo aggi lo troveremo domani, ciò che demoliamo oggi domani sarà difficile ricostruirlo.

Sogno un mondo migliore,  e m’impegno perché ciò accada, con le “armi della vecchiaia”, cercando di abbattere gli ostacoli che impediscono il migliorare la vita di tutti, perchè nessuno resti indietro, perché nessuno sia emarginato, sia escluso, nel solco dell’insegnamento che “dopo un raccolto ne viene un altro”.

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