Quest’appuntamento è importante perché non ci fa sentire soli e ci da la garanzia che la lotta al neofascismo è ancora attiva e dialoga con questa nostra europa. e voglio avanzare una proposta : che dal Forum si elevi con forza  una voce per chiedere di non intervenire militarmente nella crisi siriana. La comunità internazionale deve ivitare un’altra guerra che porteberre altri morti e distrizioni.

Sono sempre valide le parole di De Sabata pronunciate alla costituzione di questo Forum nel 2005: questo Forum è importante per rivendicare una presenza di quest’area in Europa.

Il prossimo anno si andrà alle elezioni per il rinnovo del parlamento europeo, sarà un appuntamento importante perché è forte il vento che alimenta il nazionalismo, si vanno consolidando movimenti neofascisti e razziali.  E’, quindi, necessario un impegno particolare di tutti i movimenti antifascisti che dovranno sempre di più congiungere le proprie azioni e farsi sentire.

 E’ strana questa nostra Europa con la sua crisi economica: fa dire al Parlamento Inglese niente attacchi e niente guerra, non glielo possiamo permettere, e sconfesa il suo premier che vorrebbe entrare in guerra immediatamente; ed è strana questa europa che vede la canceliera Angela Merkel andare per la prima volta in un campo di concentramento, il campo di Dachau (è la prima volta che un Cancelliere tedesco nell’esercizio delle sue funzioni si reca nel luogo in cui il Terzo Reich rinchiuse oltre 200.000 persone fra il 1933 e il 1945 – una prima volta che fa nascere il sospetto di una manovra elettorale vista la prossimità delle elezioni).

E’ la stessa europa che chiede sacrifici e colpisce le fasce più debboli della società, che permette una feroce concorrenza sul costo del lavoro piuttosto che adoprarsi per garantire gli stessi diritti, le stesse libertà, la stessa partecipazione popolare.

E’ una strana europa che continua a essere – come diceva Matvejevic nella Lezione sull’Adriatico del 2005 – dove tutte le grandi decisioni si prendono al nord, nell’europa continentale Bruxelles, Straburgo Lussemburgo, anche la Banca di Francoforte, mentre le città meditterranee con tanti anni di storia Atene Costantinopoli Venezia Ancona Ravenna Barcellona Genova Spalato non hanno nessuna di queste Istituzioni.

Ecco perché voglio rilevare l’importanza che a parlarne siano le associazioni antifasciste di questa parte del mondo che ha conosciuto e combattuto il fascismo e che, con questo Forum, dimostra la volontà di continuare una lotta che non può essere fatta da singole persone o da singoli movimenti ma che richiede e necessità di una fraterna unità come fecero i tanti giovani durante la resistenza.

Solo unendo le loro forze riuscirono vittoriosamente a ridare la libertà e la democrazia alla nostra Europa.

Ed è con uno spirito di unità che necessità guardare a quanto sta accadendo: il fascismo raccoglie consenso, dove più ci sono difficoltà economiche, dove è facile creare divisioni, perché il fascismo ha nella sua ideologia il rifiuto delle idee come l’uguaglianza, i diritti individuali, il principio di maggioranza e di tutela della minoranza…

Ed è trano questo strano paese, dove chi dovrebbe guidare la lotta agli evasori, è condannato per essere a capo di una piramide che organizza evasione e che si permette di gridare di essere vittima di un Tribunale speciale e che, purtroppo, avendo in mano gran parte dell’informazione passa per perseguitato politico.

Nessuno si è scandalizzato quando si è letto sulla stampa a lettere cubitali dei TRIBUNALI SPECIALI: a me è tornata in mente l’attività dei tribunali speciali durante il fascismo. Quei tribunali speciali, l’Italia li ha conosciuti: ed è possibile paragonare quei tribunali a una commissione parlamentare? C’è dell’assurdo! E ancore più assurde sono le modifiche che vogliono apportare alla Costituzione. Questa Costituzione nata in quei carceri dove quei tribunali speciali avevano mandato donne e uomini, prevalentemente giovani, di ogni condizione politica culturale religione; questa Costituzione sognata in quelle montagne dove molti di quei giovani hanno sacrificato la propria vita.

Ed è alle nuove generazione che dobbiamo rivolgerci perché possono modificare lo stato attuale, e sono le giovani generazioni che stanno pagando il prezzo più alto (istruzione – lavoro – diritti); sono i giovani che si scontrano con tanto malaffare (mal governo e tanta polica corrotta); sono i giovani che potrebbero arrivare al rigetto della politica, abbracciare concetti dell’area eversiva.

E allora dobbiamo chiederci se noi facciamo tutto perché questo non accada, dobbiamo chiederci se noi ci impegnamo veramente perché ai giovani sia concesso, di essere giovani e poter guardare al futuro con ottimismo.

Dobbiamo domandarci perché fa più notizia una tribuna chiusa durante una partita di calcio perché una tifoseria attacca con frasi razziste un calciatore di colore piuttosto che le continue frasi ingiuriose e intimidatorie rivolte contro un ministro della Repubblica solo per il suo colore della pelle!

Il razzismo diventa materia quotidiana: ci si convive quando cerchi un lavoro, una casa, un posto all’asilo nido alla scuola materna o semplicemente per un posto a sedere in un autobus. E alla fine questo non ci scandalizza più e ci dimentichiamo di comporre una giusta battaglia affinché ci sia il lavoro, affinché i servizi ci siano per tutti, affinché la legge sia uguale per tutti!

Che cosa possiamo pretendere se nei programmi dei governi la lotta al fascismo è del tutto marginale se non addirittura assente?

Dobbiamo recuperare i valori dell’antifascismo e della memoria storia perché c’è chi vorrebbe mutilare la democrazia dai valori dell’antifascismo, della lotta dei resistenti e dei sacrifici fatti dai partigiani: iniziamo dall’insegnamento nelle nostre scuole.

In un recente consiglio regionale delle Marche, pochi mesi fa, quasi sembrava che chi parlava di resistenza di partigiani di antifascismo di carcere e di confino doveva discolparsi, mentre alcuni rivendicavano con orgoglio un sentimento di sostegno al passato regime fascista. Odioso è stato quell’intervento del Consigliere ha pronunciato “la cosidetta  liberazione “.

Dobbiamo essere consapevoli che chi vorrebbe privarci dei valori della resistenza e dell’antifascismo non  può esercitare la democrazia, non conosce il valore della parola “democrazia”.

Siamo nel settantesimo anniversario della  liberazione dal nazismo: impegniamoci  tutti in Italia e in Europa perché la Resistenza è ancora foriera di valori europei  e mondiali

Claudio