Il 25 aprile del 1945 arriva finalmente a termine il regime fascista e l’occupazione dell’Italia da parte dei nazisti tedeschi.

Sandro Pertini, che poi diventerà anche Presidente della Repubblica, lancia la rivolta con un messaggio alla nazione, “ cittadini, lavoratori, sciopero generale contro l’occupazione tedesca, contro la guerra fascista, per la salvezza delle nostre terre, delle nostre case, delle nostre officine. Come a Genova e a Torino ponete i tedeschi di fronte al dilemma: arrendersi o perire.”

Così iniziò il grande sciopero generale e l’insurrezione totale che portò la libertà al nostro popolo.

Ma è quanto accaduto prima quello che ci interessa ricordare.

Il fascismo ha preso il potere dopo la marcia su Roma del 28 ottobre del 1922; Gaetano Salvemini ci ricorda” in quel periodo  c’erano stati oltre tremila morti e la violenza percorreva l‘Italia”: arresti, carcerazioni, uccisione degli oppositori (a partire dai deputati eletti ed in carica – Matteotti – Gramsci) di sindacalisti di operai di intellettuali. Assassinii sono compiuti anche all’estero, in Francia sono assassinati i fratelli Carlo e Nello Rosselli. Nel 1926 sono varate le leggi fascistissime, con le quali sono cancellati ogni diritto individuale e collettivo.

Credo sia fondamentale  ricordare da che cosa ci siamo liberati, ricordare quali erano le condizioni reali del popolo italiano durante il regime fascista!

La dittatura fascista ha eliminato tutti i partiti, cioè ha eliminato la possibilità di aderire a qualsiasi altro  partito che non fosse quello fascista; ha chiuso i giornali dell’opposizione; ha eliminato ogni forma di tutela dei lavoratori sopprimendo i sindacati; ha piegato lo Statuto Albertino alle necessità del governo fascista; ha bruciato i libri e le biblioteca; ha espropriato le “case del popolo”; ha chiuso le cooperative; ha sostituito i Sindaci con i Podestà che venivano nominati direttamente dal governo; ha istituito il tribunale speciale per la difesa dello stato, tribunale che ha condannato al carcere donne e uomini con processi farsa; ha istituito l’O.V.R.A. , un servizio segreto che perseguitava gli oppositori; ha portato l’Italia in guerra in Africa, in Spagna, in Francia, in Jugoslavia, in Grecia, in Russia …. I ragazzi dovevano diventare i soldati del regime, le ragazze madri della patria; ha eliminato gli scout per avere l’esclusiva dell’educazione e poter condizionare  a suo piacimento; nel 1938 emana le leggi razziali, contro gli ebrei, studenti ed insegnanti vengono allontanati dalla scuola, poi iniziano i rastrellamenti, la deportazione nei campi di concentramento e di sterminio che porta alla morte milioni di persone.

Poi arriva il 25 luglio del 1943: il regime vacilla, Mussolini viene arrestato, sembra che tutto stia per cambiare, invece il fascismo fonda la “repubblica sociale italiana”, serva del nazismo  tedesco e per l’Italia  inizia un’altra storia.

La vita per il popolo italiano è davvero molto difficile: disoccupazione, fame e povertà hanno seminato l’odio per il regime. Fino a quel momento gli oppositori  (comunisti, socialisti, democratici, liberali, cattolici, anarchici …)   si erano organizzati in clandestinità e hanno riempito le carceri e i posti di confino. Da quel momento l’esercito è allo sbando, iniziano le rappresagli contro quanti non hanno aderito alla repubblica di Salò, sono deportati nei campi di lavoro all’estero, molti sono assassinati come a Cefalonia, altri prendono la via della montagna e raggiungono le formazioni partigiane e combattono per ridare all’Italia la libertà e la democrazia.

Giovani come Walter Germontari, Vilfredo  Caimmi o come Alessandro Maggini Pin su Partigiani/e  a cui è intitolata la vostra scuola, fecero la scelta e iniziarono a combattere per restituirci quella libertà di cui noi ancora oggi, a distanza di 75 anni, godiamo.

Alessandro Maggini ha vent’anni il 6 febbraio del 1944 quando viene assassinato, fucilato dai nazifascisti insieme Amedeo Galassi e Pietro Brutti, suoi compagni partigiani, sono stati denunciati da un gruppo di fascisti locali

Hanno lottato prima in piccole formazioni, poi con il Corpo Volontari della Libertà, senza distinzione,  come quando affollavano le carceri, sapevano che la battaglia per sconfiggere il fascismo doveva essere unitaria, che la vittoria è molto più importante delle diversità politiche.

Ecco perché noi, che vogliamo mantenere viva la loro memoria e le loro ragioni, ci arrabbiamo quando sentiamo dire che la Resistenza partigiana è stata “contesa tra opposte fazioni”.

Voglio ricordare quanti hanno contribuito alla vittoria contro il fascismo: le formazioni partigiane non avrebbero vinto se non avessero avuto al loro fianco il popolo che li sorreggeva, nelle campagne nelle città in ogni luogo,  nascondendoli, recapitando messaggi armi medicine, trovando rifugi, rischiando la loro vita, uomini  e tante donne  giovani e meno giovani, che non erano armati e che organizzarono una resistenza attiva.

i partigiani combatterono “ per chi c’era, per chi non c’era e anche per chi era contro”

Conoscere, ricordare, sono il presupposto perché ciò non accada mai più.

La libertà è la condizione essenziale per vivere una vita degna.

Libertà, giustizia, uguaglianza non sono garantite a tutti e per sempre. E’ fondamentale difendere questi valori, sono principi fondamentali che risiedono nella nostra Costituzione, e l’unico modo per la loro realizzazione è chiedere che la nostra Costituzione sia compiutamente applicata.

In momenti difficili come quelli che striamo vivendo oggi, attaccati da un virus che ci ferisce e ci fa vivere in difesa senza poter abbracciare o baciare un nostro caro, un nostro amico, dobbiamo pensare a una risposta collettiva, e stare attenti alle tentazioni ostentate da movimenti populisti che tragicamente possono portare solo a momenti autoritari.

Ecco perché noi questo 25 aprile rimarremo a casa, utilizzeremo gli strumenti informatici e i social a nostra disposizione, ci collegheremo  con #bellaciaoinognicasa e metteremo il tricolore alla finestra e  canteremo “bella ciao”.

#iorestolibero  è l’appello che è stato lanciato per guardare al futuro con speranza e coraggio.

Noi siamo impegnati affinché la resistenza sia intesa dai cittadini, come un grande movimento di carattere nazionale, che ha rappresentato concretamente un fondamentale processo di maturazione del Paese, che ha costituito la premessa e la ragione per cui siamo riusciti a dar vita ad una Costituzione tra le più avanzate, progredite ed innovative del mondo.

E se qualcuno vi chiede dove è stata scritta rispondete come ha detto Piero  Calamandrei: se voi volete andare in pellegrinaggio nel luoghi dove è nata la Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati.

Voi siete stati ad Ostra: ecco, anche lì avete incontrato un luogo dove è nata la Costituzione.