18 Aprile 2024

Quando senza preavviso,  senza una telefonata o una mail (così come si usa oggi), accade qualche cosa che modifica il tuo modo di vivere,  tutto diventa più incerto e, siccome non sei preparato, tutto diventa più oscuro, ti fai prendere dalla tristezza e dall’amarezza.

Al limite ti aspettavi una mezza parola da qualcuno con cui hai condiviso tempo e spazi in questi anni, un accenno, un pensiero vagante, una parabola per farti intendere quello che sarebbe successo.

No, nulla, reticenza assoluta.

Ti poni  domande sul valore del tuo impegno e sul senso intrinseco  delle energie spese in un periodo lungo dieci anni.

Ad un certo punto una fetta del tuo mondo sparisce, quindi riguardi il percorso alla ricerca di qualche dettaglio utile. Invece ritornano in mente le parole ti tanti uomini e donne straordinari che credono in te e apprezzano il tuo lavoro, che vogliono vederti al lavoro. Queste persone mi hanno fatto e mi fanno sentire utile, li ho ricambiati con un impegno totale.

Poi è arrivata una telefonata da una persona straordinaria, a cui hai sempre voluto bene, che chiarisce il tutto: “E’ una bastardata. Non collima con ciò che abbiamo ereditato da chi si è sacrificato per noi. Mi dispiace per questa decisione assurda. Devo ancora capire che cosa posso fare”.

Con un sorriso mi torna in mente l’organizzatore provinciale di partito che, negli anni 70, chiese al direttivo della mia sezione di non farmi entrare nel comitato perché  “fuori linea”. Avevo ventidue anni, militavo già da sei e avevo una importante storia familiare da spendere. La sezione si rifiutò, ma questa è un’altra storia, altre persone.

Che strani i momenti che precedono la bufera: silenzio, quiete apparente, aria densa. Dopo, invece, sembra che tutti ti guardino, che tutti sapessero già.

Guardo i messaggi che mi sono arrivati e, man mano che mi allontano da quella snocciolatura di nomi, di responsabilità, di auree decisioni, prendo consapevolezza di ciò che è accaduto.

Messaggio al cellulare: “ciao Claudio, grazie per il tuo impegno . Anche se, non sempre ci siamo trovati sulle stesse posizioni, ho sempre apprezzato il compagno leale e che ha fatto della discussione il sale delle decisioni …..” Altri hanno ricordato e apprezzato la mia “pazienza e curiosità nel cercare di capire”. Per altri si tratta di una “situazione imbarazzante”, altri ancora “era scontato …..”

Poi c’è chi ti raggiunge con una telefonata e ti sussurra candidamente “ sei stato il nostro angelo custode”.

E’ questo il senso del mio impegno,  sorrido e spariscono i momenti brutti. Porto con me i tanti momenti di soddisfazione, le battute, le pacche sulla spalla, le risate e tanti bei ricordi con persone care.

L’impegno continua.