nov 18

la mia scelta per il NO alla modifica della Carta Costituzionale

Io voterò NO il 4 dicembre perché non concordo con le modifiche che si vogliono apportare alla nostra Carta costituzionale e non perché le ha proposte Renzi  o la Boschi.

Ieri ho letto una lettera fatta girare su Facebook da un “compagno” (perché per me tale resta) che dice: “Non è un mistero: non votai per Matteo Renzi alle primarie del 2012, quando con Roberto Speranza e Alessandra Moretti guidavo la squadra che lo sconfisse; non votai per lui allo scorso congresso del Pd; non voterò per lui al prossimo congresso. Al referendum del 4 dicembre, invece, voterò ”.

In questa riflessione sta la confusione di questo referendum: confuse le idee, confuse le motivazioni, confuso  il testo.

Ecco, qui è la contraddizione di chi ci costringe a votare partendo dalla obbligatorietà di scegliere tra il Governo e la modifica alla Costituzione. I Governi passano, ce ne saranno di migliori e anche di peggiori, ma la Carta Costituzionale resta come baluardo per tentativi autoritari e per garantire diritti, doveri, uguaglianza …

Non possiamo accettare che ogni Governo, a colpi di maggioranza, possa farsi le proprie leggi, le proprie modifiche costituzionali o le loro leggi elettorali .

“Se non passa lascio la politica” ha detto il Presidente del Consiglio, mentre diversi Ministri del suo Governo hanno rincarato la dose affermando che anche loro se ne andranno.

Questo è il paradosso che gli italiani hanno ora di fronte.

Scegliere di far continuare la strada a questo Governo o farlo cadere è veramente la posta in Continua a leggere

mag 17

Congresso Nazionale A.N.P.I. -Rimini 2016 -intervento di Claudio Maderloni

Care delegate e cari delegati

Condivido molto delle tesi espresse nel documento nazionale a cominciare dall’analisi del contesto internazionale anche se il tema della guerra è da aggiornare perché le realtà mutano in continuazione, ma i potenti del mondo continuano a speculare e a fare affari sulle disgrazie di chi soffre.

Non sta crescendo la voglia di pace né di coesione sociale.

Anzi, sta avanzando sentimenti di insoddisfazione, di preoccupazione e di paura che scuotono ogni singolo individuo, lo testimoniano tante persone comuni che incontriamo quotidianamente al bar, al supermercato, prendendo un autobus, in stazione, in ascensore e anche nelle nostre iniziative.

Paura, disagio, senso di impotenza, solitudine.

Questi sentimenti trasformano le persone in potenziali alleati di quanti disseminano odio, Continua a leggere

gen 01

Di MARISA SARACINELLI Presentazione del libro “Raffaele Maderloni. Ricordi 1923 -1944”

Chi conosceva Marisa Saracinelli sa con quanta scrupolosità preparava i suoi interventi. Questa è la trascrizione fedele del suo intervento che mi lasciò dopo l’iniziativa. Non la ringrazierò mai a sufficienza per quanto mi ha insegnato.

Di MARISA SARACINELLI

Presentazione del libro “Raffaele Maderloni. Ricordi 1923 -1944”

Jesi   – Associazione / Istituto Antonio Gramsci

 

 

 

 

Prima di entrare nel merito del libro, che oggi viene presentato, ritengo opportuno fare qualche rapida considerazione sul valore dell’autobiografia (su cui per altro esiste una vasta letteratura) e quindi sulla memoria.

L’autobiografia è di per sé legata alla soggettività e solo in tempi relativamente recenti essa è entrata nella storia, ne è diventata una fonte legittima. Continua a leggere

gen 01

Intervista a Fabio Mussi / / Matteo Giordano e Tommaso Sasso / / dicembre 16, 2015

Fabio Mussi è stato un dirigente del PCI e poi del PDS e dei DS. Non ha invece condiviso la scelta della fondazione del Partito Democratico, fondando il nuovo soggetto Sinistra Democratica. Con l’obiettivo generale di chiarire meglio la storia della seconda repubblica italiana, questa intervista -che segue ad altre condotte dai curatori a personalità della sinistra italiana- approfondisce alcuni passaggi di questo percorso politico, partendo dagli ultimi anni del PCI.

La crisi che viviamo, avanti tutto di civiltà, ha in qualche misura svelato la reale natura di una dottrina ideologica, quella neoliberista, ai cui assunti di fondo la sinistra, in particolare quella europea, è stata subalterna culturalmente prima ancora che politicamente. Cosa ritieni ci sia stato alla base di questo pressoché totale appiattimento?

Non c’è un singolo momento in cui avviene questa metamorfosi. L’assoggettamento della politica al capitale finanziario avviene per gradi. Bisognerebbe ricostruire l’albero degli eventi, vedendo come a ogni bivio si è preso il ramo sbagliato. All’origine di questa fase storica, che viene chiamata rivoluzione neoliberista, la leadership degli USA è in mano a Reagan, in Europa alla Thatcher. Vengono operati dei cambiamenti profondi del sistema economico, primo tra tutti la libertà di circolazione dei capitali, fino al superamento degli accordi di Bretton Woods. Ma al seguito delle misure che hanno aperto la strada al dominio del capitale finanziario, vanno ricordati diversi altri passaggi. Per esempio, nel 1999, Continua a leggere

set 29

Untitled

Se parliamo di fare il possibile, sono capaci tutti.

Il compito della politica è pensare all’impossibile. Solo

se pensi l’impossibile

hai la misura di quello che puoi cambiare .

Pietro Ingrao